Home
 
  Novità   Intervista al
        lettore 
  Dicono di noi   Links
        utili
  Come
       contattarci
 
 
Leggendogodendo
Collana per giovani
  Curiosità del giardino di
Epicuro
  Golosità del giardino di
Epicuro
  Brigantaggio
  Maremma
  Guide
  Donne dei Papi
  Varie


 


 
 


Il libro azzurro di Berlusconi

Battute - Aforismi - Opinioni - Barzellette




 

 
Per acquisti fino a € 20,00 pagherai soltanto € 0,50. Per acquisti oltre € 20,00, nessuna spesa postale. Per acquisti oltre € 50,00, avrai anche lo sconto del 20%.

Ci fidiamo dei nostri amici lettori: niente contrassegno - per risparmiare - rimessa diretta a mezzo bollettino di n° 10610012 intestato a Scipioni - 01018 Valentano.
 



 

Passione, lettura
& goliardia

La nuova intervista all'editore Scipioni a cura di
Paola Di Giampaolo

della redazione di Alice.it

 

 
  Intervista di Raffaele Calafiore a Felice Scipioni:
un editore, un bibliofilo, un biblomane.

 

  La libridine di Felice Scipioni, l'editore del Giardino di Epicuro.
 

  365 Giorni in Fiera
L'intervista all'editore
Scipioni

 


 

 


Prima di addormentarsi Montanelli trasferiva due volumetti della collana "Curiosità del Giardino di Epicuro" dalla scrivania al comodino da notte...
 
 
 

 

Passione lettura & goliardia
a cura di Paola Di Giampaolo della redazione di Alice.it

Una biblioteca personale di 32.000 volumi, un catalogo di 120 titoli che spaziano dalla poesia di Baudelaire alle guide della Maremma alle raccolte di barzellette, esplorando il mondo della goliardia e della letteratura "piccante", una distribuzione fatta tra bar, trattorie, alberghi e barbieri.

continua la lettura su Alice.it


Scipioni il sempreverde
di Raffaele Calafiore

La fiera del libro, luogo di promozione libraria, vendita di libri ma anche dibattiti e incontri, in senso lato. Girando un po' qua e la, tra le tante proposte editoriali e tanti editori, vecchi o nuovi, piccoli o grandi, ci siamo imbattuti nei libricini, libricini perchè piccoli di formato, dell'anomalo editore Felice Scipioni che si è reso disponibile alle nostre domande e non ha perso occasione anche per qualche sfogo.

continua la lettura su Nonsoloparole


6 domande a... Scipioni Editore
Scipioni Editore si definisce: "Un piccolissimo editore privo di strutture, senza dipendenti, promozione e distribuzione, che stampa varie novità all'anno e vende anche più di 10 mila copie per alcuni titoli che spaziano dal goliardico e umoristico al religioso e filosofico, dall'erotico e libertino allo storico e musicale, con la consapevolezza di non dover impartire lezioni o di trasmettere verità assolute".

continua la lettura su 365 giorni in fiera


Leggendogodendo:
La libridine di Felice Scipioni, l’editore del Giardino di Epicuro

Intervista di Cristiano Armati

Francesco Coniglio lo aveva scritto sul numero 53 di Blue: “Nei pressi di Viterbo dimora un piccolo e curioso editore che tutti gli appassionati di erotismo dovrebbero conoscere. Il suo nome è Felice Scipioni e porta avanti una preziosa collana di mini saggi denominata Le curiosità del Giardino di Epicuro.” Uno spazio importante nella collana di Scipioni, che quest’anno supererà i cento titoli pubblicati, è dedicato all’erotismo. Poteva essere altrimenti visto che, nell’ideologia dell’editore, è proprio il libro il più intrigante degli oggetti erotici?

Il libro giusto nel posto insolito: la lettura come fonte di piacere


Felice Scipioni lo incontriamo molto prima di entrare a Valentano, il piccolo centro del viterbese dove ha sede la casa editrice. Eravamo ancora lungo la via Cassia, infatti, quando ci siamo fermati in una stazione di servizio per un caffè, le sigarette, una corsa in bagno... poi, al momento del conto, ci avviciniamo alla cassa e lì li vediamo. Sono i libri del “Giardino di Epicuro” che, esposti sul bancone del bar, si rendono disponibili agli avventori per raccontare la prostituzione sacra presso i popoli antichi (G. Di Capua, Puttane degli dei), per analizzare la semantica dello sterco (R. Karelia, De Merda) o l’estetica della scoreggia (F. Scipioni, Petologia), per decantare le qualità di “quel buco vezzoso” (L. Spadanuda, L’origine del mondo) oppure per ricordare che “i goliardi hanno sempre vent’anni e la fava rivolta all’insù” (G. Vettori, Testi testicoli e fave all’insù).
Poi, una volta che finalmente arriviamo a Valentano, scopriamo che “Il Giardino di Epicuro” di cui parla il sito Internet di Scipioni (www.leggendogodendo.com – Tel. 0761.453686) esiste davvero: è un grande casolare immerso nella maremma laziale dove, in compagnia della sua biblioteca da 30.000 volumi, Felice Scipioni realizza i suoi “piccoli libri per grandi curiosi”.
Quando gli raccontiamo di aver visto i suoi libri in un posto così insolito, Felice Scipioni sorride. Sorride e ci dice: “Credo di averli inventati io questi posti: i bar, le trattorie, le taverne, i ristoranti, gli alberghi, le barberie, i benzinai... ovunque c’è gente vorrei che ci fossero i miei libri.”
Un mercato alternativo che, insieme al commercio elettronico e al rapporto diretto con alcuni librai, ha permesso a Scipioni di vendere libri in decine di migliaia di copie senza che nessuna statistica ufficiale si sia presa la briga di segnalarlo: “Oggi, da piccolo editore, mi vado sempre più convincendo che quello che in realtà conta è l’altro mercato, quello non ufficiale. Perché quando sarai diventato grande, un editore con la e maiuscola, allora saranno le librerie a venirti a cercare. E i distributori? Nessun distributore ti proporrà efficacemente in libreria perché ha già centinaia di case editrici da seguire. Se vuoi fare l’editore, insomma, il mercato te lo devi inventare.”
Questo è lo spirito della casa editrice Scipioni, anticonformista come il suo proprietario: che da ragazzo, ripetutamente bocciato, avrebbe impiegato ben cinque anni per finire la scuola media anche se poi avrebbe fatto il maestro elementare; che prima subisce i rimbrotti del padre, “devi studiare, somaro!”, ma che poi, nel 1956, diventa un campionissimo di “Lascia o raddoppia” rispondendo ad astruse domande sulla letteratura italiana dell’800.
“Avevo diciotto anni,” ci racconta Scipioni parlando di questi suoi mutamenti, “quando, per la prima volta in vita mia, ho letto un libro diverso dall’arido manuale scolastico. É stato allora che ho fatto una scoperta eclatante: la lettura poteva essere una fonte di piacere.”
E nel nome della lettura come godimento, Felice Scipioni, che oltre al lavoro di maestro elementare ha esercitato anche quello, molto meglio retribuito, di rappresentante di importanti case editrici di libri scolastici, arrivato al culmine della carriera molla tutto, per dedicarsi, attraverso le sue edizioni, alla causa dell’abolizione del manuale scolastico. “Perché lo studio che si fa di questi manuali è sempre in funzione di un obbiettivo: la promozione, vincere un concorso, occupare un posto in società... ma il gusto?”, ci domanda sconcertato Scipioni, “il gusto del leggere, dove va a finire?”

La donna incinta e il trionfo della castità: vecchie e nuove censure

Per Scipioni, dunque, leggere è un piacere da perseguire a ogni costo. Anche quando, “mosso dal desiderio di far risparmiare soldi a mio padre”, il nostro Scipioni ci riserva una nuova sorpresa: quella di farsi ritrovare tra gli iscritti dell’austero seminario di Viterbo, dove tenta di far entrare due bei libri d’arte acquistati, guarda caso, su una bancarella.
“I libri, dopo il vaglio della censura, mi furono restituiti con due pagine in meno, tagliate con la lametta. Nel libro su Lorenzo Lotto mancava la pagina con l’illustrazione del Trionfo della castità mentre, in quello dedicato a Raffaello, mi era stata tagliata la pagina con la riproduzione della Donna incinta, un’immagine ritenuta capace di rievocare freudiane tentazioni nel giovane seminarista. Ebbene, il fatto ebbe il potere di incentivare il mio cammino verso quel vizio impunito che è il possedere, sfogliare e leggere libri.”
A sbeffeggiare la censura seminariale, la grande memoria di Scipioni, pesca un sonetto del Belli che ben illustra l’accaduto: “Che predicava a la missione er prete?”, declama il nostro stravagante editore, “Li libbri nun sò robba da cristiano. Fiji, per carità nun li leggete... ma ormai avevo bello e che appurato che la lettura non era tormento e noia, che esistevano libri diversi da quelli di scuola – tutti da buttare – libri che sia possibile leggere con diletto e con una passione autenticamente libidinosa, anzi, libridinosa!”
Libri che, come quello scritto da Sesto Serpillo, sempre per le edizioni Scipioni, e intitolato Che dio la benedica!, fanno ancora urlare “vergogna” ai benpensanti: “Al salone del libro di Torino dello scorso anno,” spiega Scipioni, “per propagandare questo volumetto, una raffinata raccolta di limeriche, era stato realizzato un manifesto con su scritto chi ama la fica metta una riga, un manifesto che il pennarello di qualche fanciulla aveva provveduto a trasformare in chi ama la riga metta una fica... ebbene, la parola “fica” è stata sufficiente per convincere la direzione del salone a inviare una squadra di energumeni a strappare i manifesti e staccarci la corrente dello stand per rappresaglia.”

Goliardia e dintorni

La censura operata dal Salone di Torino ci rende semplice ricordarci di un passato evidentemente meno lontano di quello che sembra. Eravamo nei pruriginosi anni ’50 quando: “Ancora si recitavano poemetti come il Don Sculacciabuchi, o come la celebre Ifigonia che aveva per protagoniste le Vergini dai candidi manti, rotte di dietro ma sane davanti.”
Questi testi, che con cura filologica Scipioni ha provveduto a raccogliere e a pubblicare tra le sue Curiosità: “riuscivano a circolare soltanto in fogli dattiloscritti, ne era vietata la stampa e la diffusione perché ritenuti in grado di offendere il pudore. In realtà, dietro le gustose macchiette dipinte da anonimi goliardi, si celava spesso la realtà di una giustizia ingiusta o di una Chiesa Cattolica sempre pronta a condannare al fuoco eterno ogni brandello di piacere. Insomma... Benedetta la sorte de li cani,” come cantava il Belli, di nuovo recitato da Scipioni: “che se ponno pijà quer po’ de svario senz’agliuto de borza e de ruffiani. E ponno fotte in d’un confessionario, ché nun l’aspetta com’a noi cristiani / sta fregna de l’inferno e del Vicario.”
L’inferno del Vicario... o magari quello più simpatico di Frate Bischeraccio che, nelle Pene dell’inferno, un altro volumetto targato Scipioni, così ammansisce le sue fedeli ascoltatrici: “Bolle e ribolle la caldaia dell’ira divina, e se voi, o mie fedeli, non la calmate afferrando con vigore lo schiumatorio della peni-tenza, essa verserà dentro di voi la broda bollente di cui è ribboccante...”
E in effetti dietro le mal celate voglie di Frate Bischeraccio, il discorso sull’erotismo incrocia quello sulla religione e sul potere: “Non a caso,” ci spiega Scipioni, “è possibile parlare di erotismo sacro per molte antiche civiltà, e ancora oggi il sesso, pur essendo di per sé importante, è ancora più importante proprio per la facilità con la quale l’amore carnale oltrepassa la camera da letto, arrivando a coinvolgere e a mettere in discussione l’ordine sociale. I miei libercoli di contenuto erotico, contengono sempre elementi per una riflessione che va oltre la pura goliardia.”
Libercoli che, senza pretese, parlano allegramente di sesso. Senza pretese perché: “Dietro la mia voglia di fare libri c’è la necessità di far gustare alla gente la lettura, senza la pretesa di catechizzare le folle o impartire chissà quale verità... la verità, la gente, se la cerca come me la cerco io, in quanto al trovarla... chi se ne importa, il piacere è tutto nel cercare!”

 Sui porci del gregge di Epicuro...

Una ricerca intorno alle cose belle della vita, così potremmo definire il catalogo di Scipioni che, non a caso, oltre a libri di storia comprende tematiche sessuali e composizioni erotiche ma anche libri di cucina e testi sul buon vino. Un omaggio a Epicuro, il grande filosofo greco a cui è dedicata la collana poiché, precisa l’editore di Valentano, “la filosofia epicurea è tutta qui: esistono delle cose naturali e necessarie, il bere, il mangiare, il dormire... cose che occorre fare, pena la morte. Ed esistono poi le cose naturali ma non indispensabili, come fare l’amore. Di tutte queste cose, se possibile, usufruiamone spesso!”
Sono ben altre le cose da cui stare alla larga, afferma Felice Scipioni: “si tratta di tutto ciò che Epicuro descriveva come non naturale e neppure necessario: l’ansia del possesso, la frenesia di carriera, la sete di onori... queste sono le cose veramente dannose, capaci di abbreviarti la vita.”
E questo è anche tutto ciò che non troverete mai nei piccoli libri stampati da questo maestro epicureo, che, di fronte a un ingente furto subito qualche mese fa, reagisce facendosi una sonora risata: “i ladri avrebbero potuto rubare tappeti persiani, computer, oggetti preziosi... e invece hanno rubato libri, per venderli e ricavarci denaro. Questo furto è stato per me una notizia incoraggiante: finalmente il libro acquista valore e il rincrescimento che provo è largamente compensato dal divertimento di constatare che i miei libri vanno a ruba... se prenderanno i ladri, prometto che rinuncerò a costituirmi parte civile!”
Siamo convinti che Scipioni presterà fede alle sue parole, intanto, da buon epicureo, non ha certo bisogno di guardare l’orologio per capire che si è fatta ora di pranzo: Stefania Gander, neo collaboratrice di Scipioni, smette per un momento di rispondere alle decine di mail che arrivano ogni giorno alla casa editrice e si unisce a noi. In una trattoria che non manca di esporre al pubblico le sue Curiosità, il coregone, ottimo pesce di lago, fatto arrosto con le patate e una bella bottiglia di vino bianco di Montefiascone saranno sufficienti per fare piazza pulita di intere generazioni di storici bacchettoni in Roma antica. Questi, pure circondati da magistrati corrotti e da politici arraffoni, raramente trovarono il coraggio per descriverli come maiali. Era molto più semplice prendersela con il filosofo greco e così, complice una certa ignoranza sulla sua opera, con fare sprezzante, dei suoi seguaci si diceva: “È uno dei porci del giardino di Epicuro...”


(Box 1) Tutti i libri della Scipioni Editore

Dopo una vita passata in mezzo ai libri, Felice Scipioni fonda l’omonima casa editrice nel 1985. Oltre che dalle “Curiosità del giardino di Epicuro”, con tirature mai inferiori alle 5.000 copie per titolo, il catalogo di Scipioni comprende altre sei collane: tra le “Golosità del giardino di Epicuro”, dedicate alla cucina, si celano libri di ricette tradizionali tra le quali spiccano quelle tramandateci da Apicio, grande cuoco in Roma imperiale.
Concepite per rendere un omaggio alla propria terra, le collane “Maremma” e “Brigantaggio”, con i libri di Alfio Cavoli e Pierluigi Albini, documentano la storia e il folklore di questa zona del centro Italia compresa tra Viterbo e Grosseto. Figure spesso sottovalutate dalla storiografia ufficiale sono recuperate nella collana “Le donne dei papi”, donne dimenticate in fretta ma che giocarono ruoli cruciali per i destini della chiesa di Roma. Completano il panorama dell’abbondante produzione Scipioni una piccola collana di “guide turistiche”, dedicate alla necropoli di Cervetri e alla cittadina etrusca di Roselle, e una collana di “varie”: titoli che non appartengono a nessuna collana specifica tra i quali vi segnaliamo la “Libridine” curata da Felice Scipioni in persona e che raccoglie famosi aforismi sugli scrittori e sugli editori stampati su cartoncino formato A4: per i collezionisti.

(Box 2) “Non mi vengano a parlare di cultura”: Felice Scipioni e le insolvenze delle librerie Feltrinelli

La principale caratteristica della Scipioni Editore è la grande attenzione che il suo conduttore dedica al mercato “alternativo”. Occorre però precisare che la scelta di Scipioni è risultata essere una scelta obbligata di sopravvivenza. Dichiara Felice Scipioni: “Sto pensando di eliminare proprio la libreria... dici, ma... e perché? Perché le librerie Feltrinelli, per esempio, che sono il massimo... ebbene, loro sono capaci solo di prendere l’ordine che gli fanno i privati, per non perdere la faccia di fronte al cliente, ma non tengono i miei libri in deposito. A Firenze, in passato, c’era un certo direttore che mi teneva i libri in mezzo a tutti gli altri e i libri si vendevano: in un solo anno, quella libreria, ha reso più di cinque milioni al netto del 45% di sconto sul prezzo di copertina. Quando è cambiato il direttore, quello che è arrivato ha detto: - Per carità, fuori tutti questi libri! – e mi ha fatto la resa. Se capita che la gente si riversa in libreria a chiedere un mio libro, come è successo per “Il piacere dell’italiano” di Paolo Granzotto (dopo una bella recensione scritta da Indro Montanelli sul “Corriere della Sera”, ndr) allora si fanno vivi, ma continuano a ignorare il resto del catalogo. Poi c’è anche un altro problema: questi non pagano! Non pagano! É da oltre un anno che cerco di riscuotere un credito da otto librerie Feltrinelli in Italia: telefonano, mi mandano lettere... soldi, niente!”
Senza dubbio un fatto grave, questo denunciato da Felice Scipioni, considerando che vede protagonista un’istituzione come la Feltrinelli, un nome che si è soliti associare a idee di democrazia e politica partecipativa. Sui mancati pagamenti e sull’estromissione dei piccoli libri (quelli sotto le diecimila lire) dalle librerie della catena, Scipioni dice: “Questo è un modo di sfruttare un piccolo editore, che dovrebbe sopravvivere con la collaborazione di quelle che sono le librerie importanti, come le Feltrinelli...” Il battagliero Scipioni, però, non si rassegna: “Io ho dimostrato, fino a oggi, di fare a meno delle librerie Feltrinelli... e sono sopravvissuto. Non vogliono i miei libri? Benissimo, restino a casa loro che io resto a casa mia... ma che non mi vengano più a parlare di cultura!”




 

LETTO E MOSCHETTO
amori passioni ipocrisie
del ventennio fascista



Invito a colazione al

Leggilo su
365 giorni in Fiera


Riportiamo i primi commenti degli amici che ci sono venuti a trovare

Ragazzi, che bellissima giornata! Paesaggio incantevole, sole caldo di primavera, una calorosa ospitalità, un ricco pranzo in riva al Lago di Bolsena un tuffo in un mondo fantastico di storie, personaggi, riflessioni, massime filosofiche poemi goliardici e barzellette, accompagnati da un “maestro” di umanità passione per il proprio lavoro e amore per la vita. (...)

Continua la lettura
 

 
 
 Come vedi il mondo e
 come lo vorresti vedere.

 


sorpreso in una grotta
a leggere un libro

Intervista al lettore
 


 
Se poi volete conoscere de visu lo spirito che anima questa "follia" libresca-libertina, venite a trovare Scipioni al "Giardino di Epicuro": sarete ospiti graditi a colazione.
Il "cibo dello spirito" è cosa buona e giusta, ma presuppone il cibo del corpo. Mens sana in corpore sano.
Il coregone e le anguille del lago di Bolsena saranno buoni corroboranti, soprattutto se annaffiati da quel "paradiso vero" del vino Est Est Est di Montefiascone
(preannunciare la visita al 0761/453686).

 




 

 



Se ami leggere,
mettiti in posa!

La lettura è godimento intellettuale, estetico, fisico.

Le foto di modelle e modelli che meglio illustreranno
questa alchimia di piaceri
costituiranno il nuovo volume interamente fotografico
LIBRIDINE

Contattateci.


  Un piccolissimo editore privo di strutture, senza dipendenti, promozione e distribuzione, che stampa 10/15 novità all'anno e che vende anche più di 10.000 copie per alcuni titoli della collana "curiosità", libri che spaziano dal goliardico e umoristico al religioso e filosofico, dall'erotico e libertino allo storico e musicale, con la consapevolezza di non dover impartire lezioni o di trasmettere verità assolute.
Unicamente con finalità ludiche.





Scipioni Editore - Loc Valle dell'Aia - 01018 Valentano (VT) - Telefono e Fax 0761 453 686 - Cell. 333 700 7898 info@leggendogodendo.com