Home
 
  Novità   Intervista al
        lettore 
  Dicono di noi   Links
        utili
  Come
       contattarci
 
 
Leggendogodendo
Collana per giovani
  Curiosità del giardino di
Epicuro
  Golosità del giardino di
Epicuro
  Brigantaggio
  Maremma
  Guide
  Donne dei Papi
  Varie


 


 
 


Il libro azzurro di Berlusconi

Battute - Aforismi - Opinioni - Barzellette




 

 
Per acquisti fino a € 20,00 pagherai soltanto € 0,50. Per acquisti oltre € 20,00, nessuna spesa postale. Per acquisti oltre € 50,00, avrai anche lo sconto del 20%.

Ci fidiamo dei nostri amici lettori: niente contrassegno - per risparmiare - rimessa diretta a mezzo bollettino di n° 10610012 intestato a Scipioni - 01018 Valentano.
 



 

Passione, lettura
& goliardia

La nuova intervista all'editore Scipioni a cura di
Paola Di Giampaolo

della redazione di Alice.it

 

 
  Intervista di Raffaele Calafiore a Felice Scipioni:
un editore, un bibliofilo, un biblomane.

 

  La libridine di Felice Scipioni, l'editore del Giardino di Epicuro.
 

  365 Giorni in Fiera
L'intervista all'editore
Scipioni

 


 

 


Prima di addormentarsi Montanelli trasferiva due volumetti della collana "Curiosità del Giardino di Epicuro" dalla scrivania al comodino da notte...
 
 
 

FELICE SCIPIONI
Leggendogodendo,

l’Epicuro del Duemila

Settantenne, da vent’anni tormentone della Tuscia coi suoi libelli che parlano di pontefici e scorregge ha scosso gli animi della provincia laziale, movimentando il mercato editoriale nell’imbarazzo delle major. L’imperativo categorico: “Leggere è godere”

di DANIELE PRIORI

 Trenta ettari di terreno, un casale con una biblioteca di trentaquattromila libri contornati da 650 metri di siepe, lauro ceraso per la precisione, interrotta ogni 25 metri da un albero di tiglio. Qua e là due cavalli. Si presenta così, semplicemente meraviglioso, come un piccolo Eden agli occhi del visitatore, quello che in realtà è un moderno Giardino di Epicuro che si trova in provincia di Viterbo, al confine tra i comuni di Valentano e Capodimonte. E in questo posto intramondano che logisticamente è il vero ombelico d’Italia, dista infatti circa 110 chilometri dai colli di Roma,  altrettanti dalle valli senesi del Chianti e all’incirca gli stessi anche dalle brulle piane maremmane, vive, lavora e gode un editore, l’allievo più fedele di Epicuro, forse uno dei più sinceri epigoni, a oltre duemila anni di distanza dal passaggio terreno del filosofo edonista. Si chiama Felice Scipioni, professione: essere umano alla ricerca dei piaceri della vita hic et nunc, qui e ora, magari attraverso quella che, per lui, è l’arte più sublime, vitale verrebbe da dire: leggere, anzi leggendogodendo come recita il dominio web della sua piccola ma divertentissima casa editrice ormai da vent’anni sulla breccia.
Settant’anni portati egregiamente, Felice, a prima vista, sembra un normale settantenne, perfino tranquillo. Poi inizia a parlare ed esce fuori il portento.
In paese un po’ tutti lo chiamano “maestro”. Scipioni, infatti, nella sua vita precedente, conclusasi a quarantatre anni, insegnava. Lettere, ovviamente. E ovviamente insoddisfatto. Perché anche lui, passando per la scuola, ha rischiato di odiare quella che, invece, poi è divenuta l’attività della sua vita nuova, vera, o meglio, la sua linfa viva: leggere e fare libri.
Un “mestiere” scoperto ben oltre i quarant’anni, anche se invero è assai improprio, con lui, parlare di mestiere. Per Scipioni, infatti, il lavoro semplicemente non esiste. Cioè: o è tutto un lavoro assai piacevole, questo suo modo di essere editore giocando, alla ricerca del piacere, oppure di lavoro non ce n’è affatto nella sua vita.

“Capita – ci spiega quando gli occhi iniziano ad ardere – di stare al tavolo a scrivere fino a notte fonda, senza guardare l’ora, anche perché qui né io né Alessandro portiamo gli orologi, non ci servono”.
Alessandro, un altro bel tipo. Tabacchi di cognome. Trentenne, manco a dirlo epicureo, ha scoperto la furia di Scipioni per caso, su internet. E da Alessandria, dove gestiva un banale e noiosissimo call center, ha fatto armi e bagagli e se n’è sceso a Valentano, nel Giardino del suo Epicuro.
Oltre centotrenta titoli all’attivo, tutti volumetti piccoli, colorati, ben rilegati “liberi, economici e raffinati, epicurei e impegnati, religiosi e anticlericali, goliardici e filosofici, sempre stimolanti, bizzarri, giocosi e soprattutto curiosi”. Questa la definizione iperaggettivata che ne dà il genio folleggiante di Scipioni. Tutto traducibile nello slogan che si trova all’ingresso del casale nel Giardino di Epicuro: “Lettura come godimento: un peccato che ti salva”. Il motto identificato nell’ immagine di una donna lasciva. Sette le collane finora inventate. La più nutrita è quella denominata Le Curiosità del Giardino di Epicuro. Ultimo titolo, a cura di Alessandro Tabacchi, Er Viceddio. Una rilettura dei sonetti del Belli sui vari pontefici a lui coevi ideata nelle ore in cui Giovanni Paolo II giaceva morente nella sua stanza in Vaticano con gli obiettivi di tutto il mondo puntati addosso. Copertina simbolica e, ovviamente, colorata di bianco e giallo. A furoreggiare in quest’ultimissimo periodo è, però, un altro libro intitolato La storia dell’O  - Vademecum per l’uso dell’ombellico vuoto e ripieno di Santi Urso, pseudonimo dietro al quale si cela un giornalista del Corriere della Sera.
“Ora è in preparazione – ci anticipa Scipioni – un nuovo volume, scritto da un altro redattore del Corsera. Si intitolerà La storia del Cu… Lasciamo immaginare a voi l’argomento.
Sempre da quelle parti “ventilano” altri titoli divertenti, piccoli capolavori della goliardia del presente, come Estetica della scorreggia – Appunti per una buona applicazione della tromba di culo ad uso dei cultori redatto da un certo Tony Siluro Ventilatio, pseudonimo, ovviamente, scelto dal  tremebondo redattore di una diffusa pubblicazione cattolica che, fatto il danno, temeva per il proprio posto di lavoro (!) ma anche del passato, su tutti L’Ifigonia parodia goliardica della celebre tragedia greca, realizzata da Haertz De Benedetti, zio dell’Ingegnere editore di Repubblica così come il Don Sculacciabuchi, di cui fu autore un certo Rosati che poi divenne ministro di Grazia e Giustizia nel governo di Giovanni Giolitti.
Non sono, ovviamente, solo di questo tipo  le pubblicazioni di Scipioni, alternativo perfino nella vendita dei propri volumi. Nella Tuscia, infatti, si possono trovare ovunque: dai bar alle stazioni ferroviarie e perfino nei ristoranti con prezzi che vanno per lo più dai 2 ai 4 euro. Costano così anche i due volumi intitolati Il piacere dell’italiano redatti dal vicedirettore de Il Giornale, Paolo Granzotto e ripubblicati da Scipioni che racconta con soddisfazione “Montanelli aveva trasferito questi due libri dalla scrivania al comodino”.
Insomma questo Scipioni, non ci vuole molto a capirlo, è un editore davvero sui generis, diverso da tutti gli altri. Personaggio di indole buona ma certo non tranquilla, è in lite con mezzo mondo, pezzi grossi del calibro di Mondadori, Feltrinelli e addirittura Poste Italiane, per i più svariati motivi e non esita un secondo a mettere sul proprio sito internet tutti gli atti di indagini, processi e quant’altro. Un esaltato troppo sicuro di sé, commenterà qualcuno. Nient’affatto.
Felice ci tiene a precisarlo che la sua editrice non ha un argomento preciso né una ideologia di riferimento, perché non c’è una verità.
“Quella davvero non ce l’ho – ci dice Scipioni – la cerco come la cercano tanti altri quindi non posso proprio propinarla a nessuno”.
Parole di un relativismo puro. Si schernisce:”E’ solo la constatazione del fatto che la verità assoluta, se qualcuno ce l’ha si accomodi pure…”. Eppure, pare impossibile, dietro questa manifestazione d’amore per il pensiero relativista c’è anche una profonda ammirazione per Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI, che del relativismo è il più accanito censore.
“In altri tempi – ci confessa – ho sognato di poter pubblicare qualche suo libro…” Chissà se avrebbe accettato. Forse avrebbe preferito l’invito di altre case editrici, quelle gestite da quegli “editori che – come ci spiega Scipioni – fanno questo lavoro credendo di avere la verità, vogliono trasferirla agli altri e fanno libri con questo intento”.
Al di là delle idee, che pure contano, dietro una casa editrice che, per quanto piccola e particolarissima, tira avanti da quasi due decenni, ci deve essere però giocoforza una filosofia economica.
Scipioni ce la spiega così:”Ci sono gli editori che pensano di arricchirsi senza capire che i libri, fondamentalmente, presi  così, sono carta sporca che vale meno della carta bianca. Anche io avrei già chiuso – dice – se avessi inseguito gli obiettivi che tanti nuovi editori inseguono, ovvero: fare un contratto con un distributore e mettersi a fare i libri che ritengono validi culturalmente. Si sa che il distributore presso il libraio non promuoverà mai le piccolissime edizioni, il libraio a sua volta sa che lo spazio costa e quindi non rischia. Questa è la realtà, bisogna tenerne conto e allora noi ci siamo inventati il mercato alternativo di bar, ristoranti, stazioni, agriturismi. Un criterio che si può seguire, però, solo badando a tutto: dal prezzo ai titoli accattivanti, dalla grafica, ai colori. Solo così si può pretendere che la gente prenda in mano questo mucchio di carta sporca, inizi a leggerla e capisca che leggere non è pesante”.
Viene spontanea, dunque, la domanda se dietro tante e varie pillole di pensiero in realtà si celi un editore seguace dell’etica dell’impegno piuttosto che di quella del disimpegno, come parrebbe a prima vista.
Ci pensa un po’ su e poi si esprime, stupendoci ovviamente:”Credo dell’impegno in quanto ho comunque come obiettivo quello di indagare e scoprire il bello, il vero, il buono. Che poi non ci riesca lo so già in partenza ma questo non mi esonera dal cercare”. Il motivo principe, però, è divertire. “Spesso – ci racconta Scipioni – ci si trova di fronte a degli accademici accigliati, bibliotecari seriosi. Mi chiedo cosa ci faccia quella gente nelle biblioteche. Quelli là i lettori li allontanano!”
L’ispirazione, invece, il modello umano e letterario del Novecento cui Felice Scipioni vorrebbe avvicinarsi è, senza ombra di dubbio Indro Montanelli. Per la chiarezza espositiva, l’ironia, lo stile, la capacità unica di prendere il lettore. Non c’è da meravigliarsi, allora, se uno degli ultimi pensieri “libridinosi” che si trovano all’interno del sito Leggendogodendo è quello dello scrittore Giuseppe Pontiggia che dice:”Sbottonate il cervello tanto quanto i pantaloni”.
Felice Scipioni, nel suo Giardino epicureo ci riesce pressoché ogni giorno. E questo gli basta per pensare, godere, vivere appieno la bellezza della vita, guadagnandoci in piacere e serenità, così da poter sempre ricominciare all’indomani.                                                                                           

DANIELE PRIORI        
      


 

LETTO E MOSCHETTO
amori passioni ipocrisie
del ventennio fascista



Invito a colazione al

Leggilo su
365 giorni in Fiera


Riportiamo i primi commenti degli amici che ci sono venuti a trovare

Ragazzi, che bellissima giornata! Paesaggio incantevole, sole caldo di primavera, una calorosa ospitalità, un ricco pranzo in riva al Lago di Bolsena un tuffo in un mondo fantastico di storie, personaggi, riflessioni, massime filosofiche poemi goliardici e barzellette, accompagnati da un “maestro” di umanità passione per il proprio lavoro e amore per la vita. (...)

Continua la lettura
 

 
 
 Come vedi il mondo e
 come lo vorresti vedere.

 


sorpreso in una grotta
a leggere un libro

Intervista al lettore
 


 
Se poi volete conoscere de visu lo spirito che anima questa "follia" libresca-libertina, venite a trovare Scipioni al "Giardino di Epicuro": sarete ospiti graditi a colazione.
Il "cibo dello spirito" è cosa buona e giusta, ma presuppone il cibo del corpo. Mens sana in corpore sano.
Il coregone e le anguille del lago di Bolsena saranno buoni corroboranti, soprattutto se annaffiati da quel "paradiso vero" del vino Est Est Est di Montefiascone
(preannunciare la visita al 0761/453686).

 




 

 



Se ami leggere,
mettiti in posa!

La lettura è godimento intellettuale, estetico, fisico.

Le foto di modelle e modelli che meglio illustreranno
questa alchimia di piaceri
costituiranno il nuovo volume interamente fotografico
LIBRIDINE

Contattateci.


  Un piccolissimo editore privo di strutture, senza dipendenti, promozione e distribuzione, che stampa 10/15 novità all'anno e che vende anche più di 10.000 copie per alcuni titoli della collana "curiosità", libri che spaziano dal goliardico e umoristico al religioso e filosofico, dall'erotico e libertino allo storico e musicale, con la consapevolezza di non dover impartire lezioni o di trasmettere verità assolute.
Unicamente con finalità ludiche.





Scipioni Editore - Loc Valle dell'Aia - 01018 Valentano (VT) - Telefono e Fax 0761 453 686 - Cell. 333 700 7898 info@leggendogodendo.com