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Aforismi Libridinosi

 



Che Editore Sei

Avvertimento per aspiranti editori, vademecum per vogliosi scrittori


CHE EDITORE SEI?



Ci sono quelli che vogliono cambiare il mondo (buoni esempi nel dopoguerra: Savelli, Mazzotta, Guaraldi, Massari...). Fossili onorandi.
 Sono i donchisciotte dell'editoria.



Ci sono quelli che vogliono portare Dio nel mondo. Si spiega così il proliferare delle case editrici religiose. Un esempio insigne ci viene da don Giussani con Comunione e Liberazione (Jaca book), da don Alberione con le Edizioni Paoline. Se il Dio che si vuole riportare nel mondo è quello di Benedetto XVI l'impresa è agevolata. Bastano già le strutture e le librerie canoniche esistenti per vivere o sopravvivere. Sono gli apostoli dell'editoria.



Ci sono quelli che vogliono lasciare il mondo così com'è. Per questo si affannano. Per questo Berlusconi possiede più della metà dell'editoria italiana e
molti sono i "sinistri" che si mettono a rapporto con Mondadori per farsi pubblicare. Sono i mafiosi dell'editoria.



Ci sono quelli che una volta volevano cambiare il mondo, ma il mondo ha cambiato loro. Continuano a tenere in mano una pistola giocattolo e, benché tutti siano a conoscenza della finzione, ancora fanno finta di sparare (Feltrinelli docet). Sono i nostalgici dell'editoria.

Ci sono quelli che si sono imposti l'imperativo categorico di "fare cultura". Fin dai titoli del loro catalogo si scopre il nobile intento. Se non ci fossero, questi editori, bisognerebbe inventarli. Seduti alla loro scrivania, meditabondi e concentrati, in permanente inseguimento della "eterogenesi dei fini", cercano di mettere a frutto tutte le "astuzie della ragione" discettando sull'estetica di Baumgarten, di Kant, Hegel... . Il dramma è che la gente non sa che farsene della loro cultura. E' disposta ad accettare, tutt'al più, quella del Grande Fratello.
Sono i mastini dell'editoria.



Ci sono poi quelli che hanno scoperto che si può fare l'editore con i contributi elargiti dagli Enti, dallo Stato e dagli aspiranti scrittori.
I loro libri rimangono seppelliti negli scantinati fino al giorno dellaliberazione, quando verranno stritolati della mola del macero. Allora soltanto riacquisteranno la dignità della carta pulita. Questi sono un esercito.
Sono i parassiti dell'editoria.



E infine ci sono quelli che pensano di arricchirsi facendo gli editori. De insipientibus non disputandum.
Sono i fessi dell'editoria



In fondo in fondo, ci sono quelli come me (non lasciatemi solo!), che fanno l'editore per divertirsi e divertire. Anche costoro si occupano di "estetica", certo non quella di Baumgarten... non disdegnando, però, quella "della scorreggia" di Toni Siluro Ventilatio.
Felice Scipioni