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Passione, lettura
& goliardia

La nuova intervista all'editore Scipioni a cura di
Paola Di Giampaolo

della redazione di Alice.it

 

 
  Intervista di Raffaele Calafiore a Felice Scipioni:
un editore, un bibliofilo, un biblomane.

 

  La libridine di Felice Scipioni, l'editore del Giardino di Epicuro.
 

  365 Giorni in Fiera
L'intervista all'editore
Scipioni

 

 


 

 


Prima di addormentarsi Montanelli trasferiva due volumetti della collana "Curiosità del Giardino di Epicuro" dalla scrivania al comodino da notte...


 

 

MA QUALE DIO?

I cristiani fondano la loro fede nella Resurrezione di Gesù. Infatti morì, fu sepolto,resuscitò dopo tre giorni.
Gesù nacque da una madre, Maria, vergine.
Ma anche Osiride, sposo e fratello di Iside, morì e risorse.
Anche Minerva nacque dal cervello di Giove senza che Giunone intervenisse in alcun modo.
Si dirà che queste ultime sono favole appartenenti alla mitologia.

Forse che tutti i pagani sono stati dei cretini?
O forse sono, pagani cristiani maomettani...., tutti cretini?
O magari nessuno è cretino, e tutti hanno ragione?
O solo i cristiani hanno il Dio vero? E solo gli ebrei devono considerarsi gli eletti di Dio?

Dal libro di Vittorio Gradoli, ETRUSCA DISCIPLINA, riportiamo il saggio finale perché possa essere l'occasione di una disputa per ogni cercatore di Dio.
Scrivete la vostra opinione.


Gli etruschi erano credenti?
Sì, tanto da credere a tutto. Per questo non credevano in Dio.

Quei gaudenti amanti del bello, sensuali stanchi, precursori del divino Marchese, se ne sono andati in punta di piedi dalle terre d'Etruria, senza lasciare una riga della loro cultura raffinata.
Delle città dei vivi solo qualche resto poco significativo. Ci rimangono invece, in tutto lo splendore, le città dei morti che ci hanno restituito la vita dell'aldilà, dandoci ampi squarci anche della vita terrena. Grandi artisti, questi nostri antenati, e forse anche bravi narratori. Dobbiamo però accontentarci delle testimonianze degli scrittori di seconda mano, latini e greci: Varrone, Cicerone, Plinio il Vecchio, Seneca... e il pettegolo Teopompo.
Arnobio, il retore del quarto secolo convertitosi al cristianesimo, bollò la terra degli etruschi come genetrix et mater superstitionum. Tre secoli prima lo scanzonato dissacratore Lucrezio che, nel De rerum natura, si era burlato delle infinite e pedisseque norme rituali del popolo più ridicolo dell'antichità.
Quello etrusco è un Dio arcigno, spietato. Signore e padrone di tutto. Angoscioso e angosciante.
Presente ovunque, pronto a manifestarsi in ogni circostanza.
A te uomo il dovere di conoscere la volontà di questo cerbero bislacco. Puoi scorgerla nel volo degli uccelli, nello scontro tra due nuvole o nel fragore delle saette, nel rimbombare dei tuoni o nel sibilo dei serpenti, nelle viscere degli animali o nel volteggiare dei vermi.
I segni del Dio si riscontrano in ogni istante e in ogni luogo. I sacerdoti soltanto conoscono l'arte di interpretare la sua volontà. Ad essi ti devi affidare se vuoi evitare guai di ogni sorta.
Più che carpire la benevolenza degli dei si tratta di allontanare le peggiori sciagure.
Dio è la mannaia incombente che ogni etrusco cerca di allontanare, e della quale mai riuscirà a liberarsi.
Un detto popolare dell'attuale Saturnia tellus che ha visto sorridere l'etrusco - ma di quel riso beffardo e cinico, arrivato fino a noi dall'oltretomba - suona così: non si muove foglia che Dio non voglia. Lo ripeteva spesso anche mia madre, ma non si dica che la sua origine sia evangelica. È invece etrusca. Tutto è sotto controllo della divinità, artefice del bene e del male. E l'uomo è lì che cerca di trattenere gli strali di un Dio spietato, volubile.
Con un Dio così fatto, dove poteva arrivare questo popolo che pure era dotato di intelligenza vivissima e sensibilità sopraffina? Non poteva andare lontano. Il fato batteva alle porte.
E intanto, come e quando si è manifestata in Etruria l'entità divina?
Un giorno, un infante folletto uscì improvvisamente dal solco tracciato da un contadino e si mise ad insegnare al numeroso popolo accorso (tum illum plura locutum multis audientibus, dice Cicerone) le leggi della vita e della morte: era nata la religione in Etruria. Questo bambino si chiamava Tagete.
Altre rivelazioni sarebbero state fatte da una ninfa dal nome incerto, ma che i più indicano come Vegonia. Insegnò, nei "libri vegonici" che si conservavano a Roma al tempo di Augusto, le regole dell'Agrimensura e per interpretare i fulmini.
Più di mille anni dopo nasceva in Oriente un altro pargolo: Gesù. Che però volle attendere trent'anni prima di annunciare la sua religione. Una religione senza prescrizioni, senza riti e senza pratiche esteriori. Incentrata su un padre comune, Dio, e tanti figli, gli uomini.
Due religioni rivelate. Tanto esteriore l'etrusca, quanto intima la cristiana.
Monoteistico, universale, liberatorio, rassicurante il messaggio evangelico, con un Dio venuto tra noi e che abita in interiore homine.
Il Dio degli etruschi lo vedi occhieggiare tra le nuvole, nel lampo delle saette, nel planare degli uccelli, nelle viscere degli animali. Non ti attende sorridente alla soglia dell'Ade, perché la morte non esiste. L'aldilà è la continuazione dell'aldiquà, con gli stessi piaceri e dolori.
Se vuoi farti amico gli dei sappi essere generoso con loro. La religione è un mercato. Dai e ti sarà dato. Sii astuto, cerca di carpire i loro segreti. Per questo puoi rivolgerti ai sacerdoti, a coloro che sanno.
In tutte le religioni prima di Cristo, i rapporti degli uomini tra loro sono estranei alla religione, che ti dirà invece come invocare Dio e come conoscere la sua volontà. Mai la divinità detterà le leggi di comportamento civico o politico. Ogni teologia pagana ha le sue leggi che la vita privata non conosce.
Con Cristo soltanto la teologia si calerà nella sociologia. Ecco la Rivoluzione che doveva cambiare il mondo. E l'ha cambiato, ma solo in superficie, nella carta, all'anagrafe.
Nel XXI secolo dell'era cristiana non impera il messaggio di Cristo ma la superstizione degli etruschi. In nessun paese del mondo, come in Italia, la religione che fu dei tirreni ha ancora tanti proseliti.
Dove, come in Italia, si invocano Dio, i Santi, la Madonna per avere la promozione agli esami, per vincere al lotto, per guarire da una malattia? Dove tanti amuleti, portafortuna, ferri di cavallo nelle tasche, ai polsi e al collo? Per ogni circostanza c'è una preghiera appropriata ed un Santo specialista pronto ad intervenire. Il tutto, spesso, con l'imprimatur delle curie vescovili.
Dove tanti maghi e maghe, a pagamento, pronti a toglierti il malocchio, a farti incontrare l'anima gemella, che ti predicono il futuro?
Le emittenti private sono invase da queste figure comiche e tragiche insieme. L'incredibile è che la gente segue e desidera queste trasmissioni.
In quale altro paese del mondo poteva rendersi possibile una seduta spiritica per trovare l'on. Moro sequestrato dalle Brigate Rosse? Lo sapete che ad indire questa seduta non sono stati dei goliardi giocherelloni o gli adepti di sette sataniche, bensì i componenti dello stato maggiore della Democrazia Cristiana con in testa Pella, Scelba, Fanfani e il giovane promettente Prodi?

Per greci e romani, invece, Dio e uomo erano in rapporto dialettico. Lo stesso che può esserci tra servo e padrone. Per quanto nelle molteplici divinità potessero essere predominanti gli aspetti antropomorfi, Dio era in alto, l'uomo in basso. I rapporti erano regolati da un patto: do ut des. Io ti onoro e ti sacrifico un torello e tu, in cambio, mi concedi il favore.
Gli dei erano simili agli uomini e gli uomini rassomigliano agli dei.
Un popolo intelligente ed estroverso come quello etrusco poteva ancora essere a lungo imbrogliato dalla casta sacerdotale imperante? Poteva ancora continuare a credere nel tuono e nel fulmine come emanazioni dirette di Tinia? Passare una vita a scrutare la direzione degli uccelli in volo o a scandagliare le viscere delle vacche per capire la volontà del Dio?
Arrivò così il tempo della resa dei conti. E l'imbroglio, la truffa, il demenziale raggiro furono evidenti. Cosa sarà di noi? Dove andremo? Che cosa faremo?
L'aldilà fu visto come un miraggio di creduloni.
Lo sconforto attanagliò quelle anime che un tempo avevano osannato la vita. Ora la disperazione si era impossessata di quel popolo che più di ogni altro aveva amato i piaceri e le mollezze.
Sulle loro tombe non più le raffigurazioni di banchetti e orge, ma violenza e terrore.
Una volontà nichilistica li travolse. Schiacciati da inesorabile cupio dissolvi, scomparvero dal palcoscenico della storia.
Scene di battaglie e di sconfitte, draghi, mostri e serpenti dominano i dipinti tombali dell'ultimo loro periodo. Sono l'anticipazione di una vita infernale. Il demone Charun, terrificante guardiano dell'oltretomba, è raffigurato con un grosso martello in mano. Figure alate circondate da serpenti conducono i "dannati" negli inferi.
Non sono risparmiate le donne. Accanto a Charun c'è Vanth, pronta a concelebrare riti di morte, come nell'uccisione dei guerrieri troiani nella Tomba Françoise di Vulci.
Forse questi prigionieri di guerra massacrati barbaramente per ingraziarsi gli dei, volevano essere la rievocazione dei trecento romani uccisi a sangue freddo, a Tarquinia, nel 358 a.C.
Simili efferati delitti erano dettati dalla convinzione nutrita dagli etruschi, che per ogni nemico ucciso si potesse chiedere e ottenere agli dei la liberazione di un'anima dall'oltretomba infernale.

Finché arrivò il greco Ippocrate. Nacque con lui la scienza medica che consegnava all'umanità sofferente i rimedi per vivere meglio senza la preoccupazione di dover leggere un fegato o di osservare il volo degli uccelli. Anche se i discendenti dell'odierna Etruria hanno preferito rimanere fedeli ad Asclepio e ai suoi serpenti, conservando tutto quell'armamentario di superstizioni degli antenati.

F.S.



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     Sì, questa te la concedo per buona.
Questo messaggio è di mistère
     a sempliciotto? non direi. Ma a volte la verità è nelle cose semplici e non in quelle complesse e contorte. Ma trattandosi di Dio potremmo discutere per ore senza trovare una 'concreta' soluzione'.
Questo messaggio è di rivelazione
     si, ho capito, per esempio che sei un sempliciotto.
Questo messaggio è di
     possono sembrare tanto banali le mie parole? e vero sono semplici ma se si parla di Dio non c'è bisogno di un trattato sulla creazione o cercare parametri scientifici. Ciascuno di noi può esprimere liberamente ciò che pensa anche se può sembrare elementare.
capito mi hai?
mistero
Questo messaggio è di rivelazione
     mistero, a caqcare non ci vado perché volevo dire che il tuo intervento è più sdolcinato di un messaggino sui bsaci perugina, sono cose così banali che anche un bambino ci piscierebbe sopra.
Questo messaggio è di
     a rivelazione
perchè a cacare non ci vai tu maleducato/a?
mistero
Questo messaggio è di rivelazione
     mistero vai a cacare
Questo messaggio è di mistero
     Dio e gli uomini. Dio non Dio. Ma dov'è costui? Dalla notte dei tempi si è cercata una risposta, varie risposte come dice f.s.
gli dei, gli uccelli, gli animali, il sole, la luna ecc.. La divinità è dentro di noi, pur non togliendo nulla al mistero di un al di là. Dio è l'araba fenice : che ci sia ciascun lo dice dove sia nessun lo sa.
Questo messaggio è di serpente in due forum
     Ovviamente mi riferivo ai soli maschietti.
Questo messaggio è di serpente in due forum
     Gente, non vi capisco più. Circola raramente, in questo forum, una femmina come Chiara, che se la vedeste vi riaccenderebbe le passioni ormonali dei vostri diciotto anni, e non la degnate che di indifferenza, eccezion fatta per quel mandrillo dell'Intellettuale. Dico: la vostra dieta prevede i finocchi come piatto unico?
Questo messaggio è di serpente velenoso
     Chiara, voglio ben sperare che con quel cascamorto dell'intellettuale tu non vada al di là di un 'bonjour, monsieur, @a va?'. Intesi, eh?
Questo messaggio è di Chiara
     Caro Intellettuale, verrò sicuramente ad agosto a trovare te e l'amico serpente, ma calcola che starò dalle vostre parti tre o quattro ore in tutto, quindi, conoscendo lui, è difficile che mi lasci venire con te sulle rive di un lago ad ascoltare liriche in originale greco. Credo più realisticamente che staremo tutti sulla terrazza di lui a prenderci un succo di mirtillo. Tuttavia, stai tranquillo, ciò che è promesso è promesso, il baciamano te lo concedo volentieri, ma non pensare al mio braccio con la stessa voluttà con cui il signor Gomez tratta quello di Morticia: questo sarebbe troppo, e poi forse non conosci fino in fondo il serpente, che vedo già desideroso di prendersi la parte del leone e togliermi i sandali, come fa di solito, pizzicandomi poi il dorso del piede.
Questo messaggio è di jk
     kju
Questo messaggio è di Intellettuale
     Anch'io seguo le orme di Dolmancé e vi saluto per dedicarmi alla mia rituale visita estiva alle località archeologiche climaticamente più devastanti del Mediterraneo (il prezzo della cultura!). Chiara, se ci conosceremo ad agosto ti dedicherò, sotto la quiete ombrosa di un ontano sulle rive del lago, la lettura in esametri del testo greco originale dell'Iliade nelle parti in cui Omero easalta la bellezza della braccia candide di Elena...
Questo messaggio è di Dolmancé
     Caro Marchese! sono elettrizzato dal tema del nuovo forum: e si che io me ne intendo di piacere! Non vedo l'ora di fornicare dialetticamente con tutte le gentili signore del forum che, spero, si lasceranno maggiormente andare, per rendere omaggio al tema... Avvertirò subito Eugenie, la sig.ra di Saint' Ange e Augustin che vorranno essere sicuramente della partita... A risentirci quindi a fine mese perché sono attualmente impegnato in uno di quei sfibranti viaggi di piacere ai quali mi lascio spesso andare... E so che anche lei è di prossima partenza. Ai primi di agosto quindi!
Questo messaggio è di Donatièn
     Amici, se permettete, con un poco di immodestia, il nuovo tema del forum l'ho già trattato, alcuni dicono divinamente, in alcune celebri lezioni che detti nel mio famoso boudoir parigino ad una zoccoletta poi passata alla storia grazie a me, tale Justine. Avremo di che divertirci.
Questo messaggio è di serpente velenoso
     il precedente era mio.
Questo messaggio è di
     Milly, sempre bene ti volli; e se nel passato vi furono incomprensioni, liti, persino minacce dovute alla mia natura equivoca, voglio sperare che la tua redenzione, avviata a grandi passi verso nientemeno che la tua canonizzazione, possa indurti a far tua la prescrizione evangelica di amare il prossimo tuo, persino quando si traveste da nemico. Il tuo addio renderà plumbea la già stagnante aria di questo forum. Ma io spero di incontrarti ancora, e come uscito da un antro ammuffito e decadente voglio levare gli occhi in alto per riveder le stelle.
Questo messaggio è di andrea
     Sono andrea e sono un camerata. Vi ho letto più volte e sono anche intervenuto un paio di volte. Il tema del nuovo forum mi piace. Ci risentiremo
Questo messaggio è di fs
     allora, per la par condicio aggiungo anche "camerati". Anche perché non mancano tra i partecipanti al forum.
Questo messaggio è di Milly
     Editore, un saluto rivolto esclusivamente a lei. Però, con un po' di sensibilità in più, avrebbe potuto iniziare il suo commiato con amici e "compagni".
Alla fine devo ammettere obtorto collo che il serpente... è il cavaliere dalla triste figura che mi ha voluto più bene di tutti.
Questo messaggio è di Milly
     Allora siamo agli addii?
Caro sedici-noni-splendido Bonifacio VIII,
si ricordi, quando questo forum sarà cancellato, che qui qualcuno ha gridato al miracolo. Metta agli atti del mio processo di canonizzazione questa prima testimonianza.
Per il resto, di cuore, un carissimo saluto a tutti.
Serpente, ti abbraccio anch'io.
Questo messaggio è di serpente velenoso
     "corona" e "mitria" erano i copricapi dell'imperatore e del papa. D'altra parte nel canto dantesco non ho rilevato evidenti riferimenti all'amore. Ammetto una mia ignoranza di fondo del poema, ma a questo punto chiedo l'intervento del Pontefice per un'interpretazione 'ex-cathedra' del XXVII canto del Purgatorio.
Questo messaggio è di f.s.
     Amici, entro questa sera i due forum termineranno la loro esistenza. Ne subentrerà un altro che avrà per argomento IL PIACERE.
Grazie a tutti e a ritrovarci con piacere su ciò che "muove il sole e le altre stelle".
Questo messaggio è di mozartiano doc
     Caro anonimo,
Sentii un concerto sotto la direzione di Karl Bohm verso la metà degli anni settanta. Non so quale sia la tua età, ma ricordati che Bohm morì nel 1981, quindi non è detto che io sia un venerabile anzianotto, come non è detto che io sia 'Felice'.
Cara straniera di Germania, la storia del K contrapposto al KV sta marcendo in una disputa penosa. Se volete specificare KV per ogni composizione mozartiana mi può anche star bene; io continuo a definire K626 il Requiem, incoraggiato anche dalla dizione scritta sui CD Decca, Philips e Deutsche Grammophon. Saluti.
Questo messaggio è di una straniera
     Caro mozartino doc.
Ho segito il tuo dialogo con Mozart.
Ecco il mio contributo:
Il "K" è una abbreviazione inglese. In Austria e Germania si usa sempre "KV" a voce "Ka Fau".
Ho domandato due volte a google, KV 135 e K 135. La prima volta - KV 135 - mi hanno mostrato l´opera "Lucia Silla", la seconda volta - K 135 - invece un boiler di Wamsler!!!
Può darsi che voi usate il K inglese, noi nei paesi di lingua tedesca invece usiamo ancora Il KV. Un discorso interessante per me!
Tanti cordiali saluti dalla Germania!
Questo messaggio è di
     Felice Mozartino,
allora sei quasi nella mia età che hai sentito un concerto sotto la direzione di Karl Boehm!
Io sono nato e cresciuto a Salisburgo però, non ho mai visitato il festivale lì, sebbene l´hanno dedicato a me e alla mia musica.
Questo messaggio è di ndr
     Serpente, è il caso di adattare a Milly il finale dantesco del canto da lei citato:
Ed io te sovra te corono e mitrio
Questo messaggio è di serpente velenoso
     Incantevole Milly,
se per molti utenti del forum appari talvolta fredda come colonna Palladiana, le strofe da te riportate sull’amore umano mi ridanno la speranza che dentro di te batta un cuore caldo. Solo per te mi vengono in mente(reminiscenze non ancora sbiadite...) i versetti del Poeta che nel Purgatorio richiama al lettore la liberazione del popolo d’Israele dall’Egitto; oggi tale evento, per la mia sensibilità di serpente velenoso un tempo barricadero, potrebbe rappresentarsi per la liberazione di molti dalla fame, dalla tirannia, dalla società corrotta.
“Da poppa stava il celestial nocchiero,
tal che faria beato pur descripto;
In exitu Israel de Aegipto
cantavan tutti insieme ad una voce
con quanto di quel salmo è poscia scripto.”
Per tua cortese informazione, il Salmo è il 114, ove si narra dell’uscita degli ebrei dall’Egitto.Un abbraccio telematico!

Questo messaggio è di mozartiano doc
     Illustre 'Mozart',
il festivale di Salisburgo l'ho visitato più di una volta, e lì ho potuto godere dei concerti del più mozartiano tra i direttori del XX secolo, Karl Bohm. Il 'K' è una specialità universale, come la musica del vero Mozart!
Questo messaggio è di Mozart
     Sono sicuro che anche Felice Scipioni abbia un sogno, abbia dei sogni!
Non li abbiamo noi tutti? Il mio sogno per esempio era essere a Vienna direttore di musica del imperatore. Però, c´era Salieri, un Italiano ...
E tu? Non hai il sogno di essere la superiora di Monza?

Il "K" è una specialità italiana. A Vienna e Salisburgo si usa il "KV". Visita il festivale di Salisburgo e lo vedrai!
Questo messaggio è di mozartiano doc
     Preg.mo Ludwig Von Kochel/(e mi perdoni l'assenza della dieresi sulla sua 'o'), le sarò grato finché vivrò del suo pregevole lavoro di raccolta delle composizioni mozartiane, ma mi permetto di dissentire da quella 'KV': generalmente si utilizza SOLO LA 'k', e la 'KV' è ormai in disuso, relegata solo nei cataloghi molto vecchi. Attenzione a non confondere l'editore ospitante, Scipioni, con il K126, OSSIA 'Il sogno di Scipione'. Felice Scipioni, pur con tutta la buona volontà, NON E' Scipione l'Assennato di storica memoria!
Questo messaggio è di Chiara
     Caro intellettuale palpitante, sono confusa e divertita dal tuo corteggiamento. In questo momento non saprei con quale cenno o parola risponderti, ma posso anticiparti che ci conosceremo ad agosto e spero di avere la benedizione del serpente(lui nega ma è molto possessivo nei miei confronti). Ciao a presto, e per favore non mordermi sul collo.
Questo messaggio è di Intellettuale
     Chiara, mi logoro nell'attesa di una tua parola, di un tuo cenno, di un tuo sommovimento emotivo imperscrutabile per tutti ma per me presente e vivo...Con le mani tu mi puoi dire di sì... (Da Archiloco a Zucchero, niente male come elasticità mentale, mi autocompiaccio).
Questo messaggio è di Sempliciotto
     Aho, io 'n de sto forum 'n ce sto a capì più 'n cazzo! Prima se parlava de topa, mo che è tutta sta matematica?!
Questo messaggio è di Koechel
     Una piccola correzione: Non K 135 ma KV 135 per "Lucio Silla". E KV 126 per "Il Sogno di Scipioni". K è la prima lettera del mio nome. Io ho fatto un "Verzeichnis" = registro di tutti i composizioni di Mozart. Sono famoso come lui. Sempre quando si parla di una musica di lui si dice anche il mio nome: Koechel-Verzeichnis = KV.
Vedi l'archivio
 


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Avvertimento per aspiranti editori, vademecum per vogliosi scrittori

CHE EDITORE SEI?

Ci sono quelli che vogliono cambiare il mondo (buoni esempi nel dopoguerra: Savelli, Mazzotta, Guaraldi, Massari...). Fossili onorandi.
Sono i donchisciotte dell'editoria.

Ci sono quelli che vogliono portare Dio nel mondo. Si spiega così il proliferare delle case editrici religiose. Un esempio insigne ci viene da don Giussani, scomparso recentemente, con Comunione e Liberazione (Jaca book), da don Alberione con le Edizioni Paoline. Se il Dio che si vuole riportare nel mondo è quello di Vojtyla, l'impresa è agevolata. Bastano già le strutture e le librerie canoniche esistenti per vivere o sopravvivere.
Sono gli apostoli dell'editoria.

Ci sono quelli che vogliono lasciare il mondo com'è. Per questo si affannano. Per questo Berlusconi possiede il 60% dell'editoria italiana.
I "sinistri" che si mettono a rapporto con Mondadori per farsi pubblicare andrebbero considerati come il gatto e la volpe che cercano, insieme, di gabbare il povero Pinocchio.
Sono i mafiosi dell'editoria.

Ci sono quelli che una volta volevano cambiare il mondo, ma il mondo ha cambiato loro. Continuano a tenere in mano una pistola e, benché tutti sanno che è un giocattolo, ancora fanno finta di sparare (Feltrinelli docet).
Sono i nostalgici dell'editoria.

Ci sono quelli che si sono imposti l'imperativo categorico di "fare cultura". Fin dai titoli del loro catalogo si scopre il nobile intento. Se non ci fossero, questi editori, bisognerebbe inventarli. Seduti alla loro scrivania, meditabondi e concentrati, in permanente inseguimento della "eterogenesi dei fini", cercano di mettere a frutto tutte le "astuzie della ragione" discettando sull'estetica di Baumgarten, di Kant, Hegel... . Il dramma è che il volgo non sa che farsene della loro cultura. E' disposto ad accettare, tutt'al più, quella delle Lecciso.
Sono i mastini dell'editoria.

Ci sono poi quelli che hanno scoperto che si può fare l'editore con i contributi elargiti dagli Enti, dallo Stato e dagli aspiranti scrittori.
I loro libri rimangono seppelliti negli scantinati fino al giorno della liberazione quando verranno stritolati della mola del macero. Allora soltanto riacquisteranno la dignità della carta pulita. Questi sono un esercito.
Sono i parassiti dell'editoria.

E infine ci sono quelli che pensano di arricchirsi facendo gli editori. De insipientibus non disputandum.
Sono i fessi dell'editoria

In fondo in fondo, ci sono quelli come me (non lasciatemi solo!), che fanno l'editore per divertirsi e divertire. Anche costoro si occupano di "estetica", certo non quella di Baumgarten... non disdegnando, però, quella "della scorreggia" di Toni Siluro Ventilatio.

Felice Scipioni


i romanzi divorati in poche ore:
le
sveltine

le letture in autobus:
le
pomiciate nel bagno dell'ufficio

le letture alle fermate del tram:
i
baci rubati

i libri letti velocemente in libreria:
le
eiaculazioni precoci

le letture tranquille nella propria biblioteca:
gli
amori coniugali

le letture nelle pubbliche biblioteche:
i
tradimenti con partners avvenenti

i libri adocchiati  e non comprati:
le
occasioni perdute


 


{afor}
 

L'appetito
vien leggendo

 


UN LIBRO PER OGNI OCCASIONE
 

  I libri siano i vostri compagni in tutti gli eventi della vita.
Noi proponiamo, tra il serio e il faceto:
per gli invitati al vostro matrimonio Poesie d’amore
• per San Valentino, un “bacio” speciale, Il Bacio
per una nascita La gioia di vivere
per un brindisi Bacco diVino
per una laurea Ifigonia
per il Santo Natale Quale Cristo
per il compleanno della fidanzata Chi ha preso l’uccello (o,per le più audaci, Testi testicoli e fave all’insù)
per il compleanno del fidanzato L’origine del mondo (o, per i più devoti, Che Dio la benedica)
per la festa della mamma Canzoniere dell’amore felice
per la festa del papà Donne incasinate
per digerire la rabbia di una multa Carabinieri
per alleviare il dramma di un decesso Ars schiattamoriendi
per ridere di gusto sul cesso De merda (oppure Petologia, o ancora, per i più raffinati, Estetica della scorreggia)
per ogni altra evenienza Mai senza parole

 

LETTO E MOSCHETTO
amori passioni ipocrisie
del ventennio fascista







 

 



Se ami leggere,
mettiti in posa!

La lettura è godimento intellettuale, estetico, fisico.

Le foto di modelle e modelli che meglio illustreranno
questa alchimia di piaceri
costituiranno il nuovo volume interamente fotografico
LIBRIDINE

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