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Il Piacere dell'italiano
Prima di addormentarsi Montanelli trasferiva questi libri
dalla scrivania al comodino da notte.
"Ho preso quasi l'abitudine di
riservarmene un capitoletto prima di spegnere la luce".
(La stanza di Montanelli", Corriere della Sera del
23/06/2001)
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68 - Il Piacere
dell'Italiano - L'avventura delle parole
di Paolo Granzotto |
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67 - Il Piacere
dell'Italiano - L'avventura della nostra lingua
di Paolo Granzotto |
Per leggere per intero "La Stanza di Montanelli" relativa ai
due libri di cui sopra Clicca qui.
Signor Scipioni buongiorno,
martedì mi sono arrivati gli ultimi libri ordinati da lei e
volevo solo renderla partecipe di una considerazione.
Per persone che leggono una cinquantina di libri all'anno,
che hanno una sorta di "dipendenza" dalla lettura e dal
piacere che ne viene, il suo sito ed i suoi servizi sono una
bella scoperta. Abituati come siamo a siti come Bol od Ibs
(che comunque, per inciso, per quanto efficienti non
sostituiranno mai il piacere di entrare in una libreria e
perdersi tra gli scaffali), che non hanno di certo tra le
loro prerogative la personalizzazione del servizio e la
"cura" del cliente, presi come sono dalla logica dei grandi
numeri, è stata molto piacevole la sensazione che il suo
servizio ha lasciato. La mail di conferma dell'ordine,
un'altra mail di conferma della spedizione, tempi di
spedizione rapidissimi, il bollettino postale per il
pagamento "a posteriori" invece del pagamento anticipato con
carta di credito com'è solito per gli altri danno
un'immagine di maggiore cura e fiducia nei confronti del
cliente, vorrei dire di maggiore "intimità"
con il cliente, che si sente accomunato a lei da una
passione comune.
Volevo ringraziarla per la qualità del servizio e per come
sa fare il suo lavoro, indice di passione e dedizione ad una
causa, quella del piacere della lettura, che ci accomuna.
30/3/2007
con i miei più cordiali saluti,
Vanni.
Dal trentesimo acquirente di una copia per tutti i cento
titoli della collana "Curiosità del Giardino di Epicuro", ci
perviene questa testimonianza:
Gentile Felice, ho ricevuto i primi due pacchetti con alcuni
volumi della Collana Curiosità del Giardino di Epicuro.
Grazie sia per la celerità che per la fiducia accordatami.
Sono, come avevo intuito, delle pubblicazioni molto
"intriganti" che non aspettano altro se non di essere lette,
gustate, digerite, insomma vissute per il piacere di
scoprirne il contenuto fino all'utima parola ! E così mi
sono ritrovato a trastullarmici godendone le copertine,
passarle da una mano all'altra, incerto se farne
immediatamente una scorpacciata letteraria con il pericolo
del conseguente classico indigesto od assaporarle lentamente
poco per volta nel quotidiano tempo disponibile da dedicar
loro. No, non tema. Non farò la fine del leggendario Asino
di Buridano, tanto cunctator nel decidere cosa mangiare da
lasciarci la pellaccia.... Nel frattempo, mi sono inebriato
del profumo della stampa, fresca o stantìa non importa,
emanato dai libretti in questione. Hanno il potere, a
seconda dei temi trattati, di portarti in mondi i più
variegati ed impensabili, essi con la loro (in)discrezione,
capaci di trasmettere anche al lettore più coriaceo e
smaliziato una leggerezza dell'essere naturalmente
sostenibile, al contrario di quanto universalmente
risaputo... Adesso ho deciso. Comincerò a leggerne due: Il
Giardino di Epicuro e Viva l'ozio abbasso il negozio. Credo
sia un buon viatico per il prosieguo. Le sono grato per le
cortesi parole allegate ai plichi ed attendo gli altri
tasselli del gradevolissimo mosaico ricco di curiosità e
coinvolgimento che avendo oggi iniziato, ho intenzione di
completare. Cordialmente. Agostino
Messina 11/01/2007
‘Viaggiandoleggendogodendo’
“Il grigio, il grigio che incombe / sui cuori e un tarlo: la
noia”, scriveva Marino Moretti nelle sue sempre deliziose
Poesie scritte col lapis. Sono ormai questi il mio colore e
il mio rovello quando affronto, ancora una volta e una volta
di più, l’ennesimo viaggio lungo la tratta Pisa – Roma. Sono
trent’anni che mi muovo lungo questa “rotta inconcludente”,
tiranneggiato dalle disfunzioni da galera di Trenitalia, ma,
soprattutto, annichilito per quasi quattr’ore da scenari e
paesaggi che non posso che conoscere a memoria e dalla
compagnia di viaggiatori sempre più volgari e maleducati.
Meno male che nell’atrio della stazione di Pisa mi viene
incontro Scipioni, o meglio i suoi volumetti: colorati,
ironici e talora beffardi già nei titoli, assolutamente poco
costosi, non più di tre o quattro euro al pezzo. Una risorsa
importante per un pendolare sulle lunghe percorrenze come
me, 336 chilometri ad andare e altrettanti a tornare, a
volte anche nell’arco di 24 / 36 ore. E una gioia per
l’intelligenza.
In occasione dell’ultima A/R, in sostituzione del solito
noiosissimo ‘giallo’ Mondadori, me ne sono ‘sparati’
quattro:
- Paolo Granzotto, Il piacere dell’italiano L’avventura
delle parole Dizionario etimologico;
- Giuseppe Vettori, Giocosi Licenziosi Libertini Il filone
proibito della poesia italiana;
- Pierino Marazzani, Ecclesia Magna Gli uomini di chiesa tra
abbuffate e astinenze;
- AA. VV., Le iene del Parnaso Gli epigrammi e gli epitaffi
della letteratura italiana moderna e contemporanea;
Titoli non recentissimi del catalogo dell’editore di
Valentano, ma d’altra parte R. W. Emerson sosteneva con
qualche ragione di “non leggere mai un libro che non sia
vecchio di almeno un anno”.
E così, ‘viaggiandoleggendogodendo’ le ore morte del viaggio
si sono trasformate in un tempo benigno, lieve, utile… E
tutto per un grappoletto di euro, un prezzo inferiore di
gran lunga al costo dell’ultimo, ultrabanale Dan Brown.
Quale mi è piaciuto di più? Diciamo che da ognuno ho tratto
informazioni interessanti, punti di vista originali, idee
mai scontate o banali. Per uno come me che alla lettura
unisce anche l’altro vizio speculare e simmetrico, quello di
mettere spesso quattro parole in croce, si è rivelato di
grande interesse Il piacere dell’italiano di Paolo
Granzotto: in tutte le sue pagine, ma soprattutto nella
parte riguardante gli errori e i dubbi linguistici. Ché,
come scrive con simpatica bonomia l’Autore, “è il saggio,
più che lo stolto, a nutrir dubbi”. Insomma, ho imparato
parecchie coserelle, talune ignorate, altre troppo spesso
trascurate con grave pregiudizio del mio stile.
Nell’attesa del prossimo Pisa – Roma e ritorno, un caro
saluto e un doveroso attestato di gratitudine a Felice
Scipioni e ai suoi piccoli grandi libri ‘ammazzanoia’.
Luciano Luciani
Gentile
Editore Scipioni,
ho ricevuto i libri da me ordinati ed oggi ho effettuato il
versamento sul c.c.p.
Mi è capitato di scrivere a tanti editori...
Un editore come lei è però certamente originalissimo e
appassionante. Condivido con lei che Leggere è una vera
goduria. Per me che sono un frate francescano, un po' strano
(dicono), certo alcuni titoli del suo catalogo mi
creerebbero qualche imbarazzo con i miei confratelli e
superiori. Però non ho saputo resistere alla "tentazione" di
comprarne qualcuno che ho ritenuto interessante per
sostenere il suo lavoro così appassionato.
Adesso sto scrivendo un romanzo ma non credo rientri nei
parametri del suo catalogo. Però, tra le tante cose strane
che faccio, sono un grande appassionato di ufologia, e sto
scrivendo un "saggio" che potrebbe rientrare tra le
curiosità da voi pubblicate. Più in là, quando lo finirò,
magari glielo invio in visione. Chissà che le possa
interessare.
Anche se i suoi temi sono un po' biricchini, le auguro ogni
bene.
Dio la benedica, se è credente. Se non lo è, la benedica
ancora di più. Fra' Matteo
Caro Scipioni,
per noi, per me, l'incontro di ieri è stato davvero
importante! Ho ritrovato, infatti, la stessa disinteressata
passione per il libro, (tu la chiami simpaticamente
'libridine'), che da qualche anno, cinque / sei, ispira le
attività di quello che ti abbiamo presentato come "un gruppo
di amici". Ovvero, una piccola, benemerita lobby che,
navigando a vista, valorizza, promuove, e talora produce in
forma di libro, i testi di cui tutti o alcuni suoi
componenti si innamorano.
Se tu eri in difficoltà a raccontarci, nel poco tempo a
disposizione, tutta la complessità e la ricchezza della tua
esperienza editoriale, noi abbiamo provato la stessa
sensazione di 'ineffabilità' a dirti delle presentazioni di
libri (in libreria, nei circoli culturali, nei salotti, nei
bar, nei palazzi signorili di Lucca, nelle feste
dell'"Unità"...), delle cene con l' Autore, delle tirature
limitate, delle recensioni, delle piccole (e grandi, anche)
rassegne che ci vedono attori e sempre più spesso, anche
senza averlo cercato, protagonisti. Insomma, le gioie e i
dolori, le fatiche di un 'gioco serio' che tu conosci
benissimo. Per farla breve, conoscerti, oltre a suscitarmi
un sentimento di stima e di rispetto, mi ha determinato lo
stato d'animo di chi improvvisamente, quando meno se lo
aspetta, incontra un adepto, un affiliato della sua stessa
società segreta che pensava, invece, in via d'estinzione.
Un saluto in amicizia.
Luciano
Gentile editore Scipioni,
ho ricevuto questa mattina il pacco con tutti i libri, anche
i 15 volumetti preziosi che hanno colpito la sua attenzione.
(M.A.MANACORDA: PERCHE' NON POSSO NON DIRMI COMUNISTA)
Il servizio di conto corrente postale, nel mio ufficio
postale, il sabato chiude alle 11,30 ed erano appena passate
da pochi minuti. Assicuro che lunedì mattina provvederò al
pagamento. Mi ha colpito l'estrema fiducia che riponete nei
vostri clienti, adottando un sistema di pagamento differito
rispetto alla consegna, anzichè utilizzare il contrassegno
come fanno molte case editrici per tutelarsi maggiormente,
penso, da eventuali comportamenti scorretti insiti nella
natura dell'homo oeconomicus...
Il volumetto l'ho visto per caso nel bookshop di Rocca Orsini a Soriano
nel Cimino, durante una breve vacanza a metà maggio nella
Tuscia. Ho subito iniziato a leggerlo la sera stessa in
albergo a Montefiascone e l'ho trovato perfetto come
eventuale regalo "non impegnativo" per amici e conoscenti,
ma soprattutto per i miei cari "avversari" politici, quelli
con i quali riesco a mantenere nonostante le evidenti
divergenze, un dialogo o confronto culturale, spesso/sempre,
mio malgrado, niente affatto costruttivo.
Il volumetto. In quella apparente, voluta, quasi ingannevole
leggerezza del formato e in quelle sue poche pagine che
sembrano suggerire un contenuto e un approccio "di
superficie", si cela invece un'opera totalmente diversa. E'
straordinario: completo, preciso e puntuale, corretto, non
pedante, a tratti simpatico e divertente, analitico,
essenziale, ricco di informazioni e spunti di riflessione,
attuale, propedeutico e paradigmatico, e meravigliosamente
allineato al mio pensiero, alle idee che sostengo e
diffondo. Se ne avessi avuta la capacità, l'avrei scritto
io, tale e quale. Ma non essendone capace, posso solo
sentirmi in debito con chi l'ha scritto per me e approfitto
per servirvi del Suo lavoro come mio biglietto da visita,
come immagine scritta della mia mente e della mia formazione
.
Se non ci fosse qualcuno che non può non dirsi comunista, la deriva
politica/affaristica/capitalistica del pianeta sarebbe
scontata e rapida, forse chi non può non dirsi comunista può
riuscire almeno a rallentarla.
Mi scuso veramente per essermi dilungata troppo, ho
veramente passato il limite dell'autodisciplina o delle
buone maniere, presa dall'entusiasmo, forse non si aspettava
cotanta replica, e ora andrei anche fuori tema se le
raccontassi della mia grande passione/attrazione
intellettuale per la "saga dei Borgia", Alessandro VI e la
sua amante "riluttante" Giulia Farnese, della quale subisco
l'incredibile fascino. (Anche la richiesta di due copie de
La Venere Papale forse l'aveva colpita, chissà). Non ero mai
stata nella Tuscia, eppure a Capodimonte, a Vasanello,
Farnese, Caprarola, Bomarzio, ..., mi sembrava di essere a
casa mia, tanta era stata la mia capacità solo con la
lettura di trasferirmi "fisicamente" nei luoghi nei quali
Giulia Farnese era nata, passata, cresciuta ...
15/06/2006
Un saluto cordiale
Maddalena
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Dal quotidiano "L'Indipendente" (L' Indipendente
delle idee) di domenica 17 luglio 2005 |
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FELICE SCIPIONI
Leggendogodendo,
l’Epicuro del Duemila
Settantenne, da
vent’anni tormentone della Tuscia coi suoi libelli
che parlano di pontefici e scorregge ha scosso gli
animi della provincia laziale, movimentando il
mercato editoriale nell’imbarazzo delle major.
L’imperativo categorico: “Leggere è godere”
di
DANIELE PRIORI
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Sandra
Origliasso, curatrice della rubrica "l'angolo
letterario", è stata ospite del Giardino di Epicuro
dal 16 al 21 giugno 2005. Ci ha inviato le sue
riflessioni con preghiera di diffonderle.
La realtà
vince su ogni immaginazione: due pazzi scatenati che
passano il tempo leggendogodendo. Inventando libri
per puro piacere e tentando di far partecipi altri
della loro avventura.
Un modo accattivante e originale di ideare e
distribuire libri a prezzi contenuti.
E dove si librano i due pazzi di cui sopra? In uno
stanzone con un migliaio di vecchi libracci
ingialliti sugli scaffali e nel mezzo due tavoloni
con sopra una miriade di bolle e fatture sparse, fra
le quali naufragano manoscritti che attendono un
lettore.
Una parte del lavoro quotidiano consiste nel
preparare ed inviare pacchi di libri a trattorie,
agriturismi,bar, edicole delle stazioni dove si
trovano i tipici cofanetti di Scipioni con impressa
la scritta "leggere è godere"..
Non esistono dipendenti, nè strutture, nè orari
fissi: si lavora in piena autonomia.
A lato dello stanzone la biblioteca con 34 mila
libri è quanto di meglio possa esserci per
"fabbricare" libercoli liberi, gustosi e gioiosi.
E quando le campane del paese battono sul mezzodì
tutte le attività cessano per il pranzo. Si mangia
sul lago di Bolsena convivialmente discorrendo di
idee, declamando versi, inventando libri. Poi si
ritorna al Giardino di Epicuro.
Le siepi circondano il cancello come in un campo di
battaglia su cui campeggia un'ammiccante signorina
discinta, distesa su un invitante letto e sotto la
scritta: "Lettura come godimento: un peccato che ti
salva". Varcandone la soglia ho scoperto il piacere
di stare al mondo e di conoscere un'editore che ha
saputo inventarsi un'attività spassandosela.
Ma come nascono questi libelli leggeri e raffinati?
La curiosità, il piacere e la passione per il
sapere, sono necessari. Ma non bastano, ci vuole
un'idea. Un'idea che prenda vita dalla realtà
quotidiana profondamente immersa nell' attualità.
Questo è il caso di "Er Viceddio. Il Papa e i
sonetti del Belli", di cui ho appreso tutte le fasi
d' elaborazione.
Lo spunto per un libro sulla poesia di Giuseppe
Gioacchino Belli è nata nei primi d'aprile del 2005
quando si è chiuso il lungo pontificato di Giovanni
Paolo II.
Tutto ha inizio da una domanda: che cosa avrebbe
detto il Belli? E giù Scipioni a declamare e
rievocare, con le parole che il grande romanesco
mette nella boccaccia di una plebaglia irriverente,
fatti e misfatti di papi e cardinali ormai giunti al
non esaltante epilogo di un potere in cui Dio e la
sua Chiesa fanno da paravento alle miserie umane. E
il fervore di Scipioni contagia Alessandro Tabacchi,
suo alter ego. Nasce così un volumetto prezioso che
non smetti di apprezzare e gustare.
La loro mattaria ha saputo infrangere la mia
riservatezza piemontese, e, dopo cinque giorni
d'ospitalità al Giardino di Epicuro, ho un solo
rammarico: l'esperienza che mi ha arricchito e mi ha
commosso, è finita troppo presto.
Chiederò il bis. E magari di piazzarci le tende.
Sandra
Origliasso
s.origliasso@libero.it |
"Il nuovo sito, pur conservando i
contenuti sempre originali e accattivanti di quello che lo ha
preceduto, è di facile e rapida navigazione, svelando ovunque
la bontà del riso e della trasgressione. Sarei pronto a
scommettere che, dal suo sito, non ne uscirebbe mentalmente
incolume nemmeno un attivista di Comunione e Liberazione".
(Riccardo Romano)
"Io
ho goduto, questa estate, leggendo tre volumetti:
Leggendogodendo, Le ultime parole, Le iene del Parnaso..."
(Alfredo Spanò, dal sito
www.scrivereperleimprese.com)
"Felice Scipioni,
scheggia impazzita dell'editoria italiana"
(Remo Bassini, "La Sesia", 1 luglio 2003)
Mi piace il suo modo di fare l'editore, avrei voluto farlo io.
(Riccardo Cardellicchio, Giornalista)
I
due volumetti di Granzotto sono sapidi, succosi e, per chi
svolge un'attività come la mia, davvero preziosi.
Complimenti per la felice scelta editoriale.
(Giampiero Massolo, Capo servizio stampa Ministero degli
Esteri)
Da
molti considerato un piccolo editore minore, Felice Scipioni è
invece a suo modo un grande dell'editoria italiana: nel suo
catalogo, infatti, si contano più di 100 titoli dedicati al
sesso. Sono i "piccoli libri per grandi curiosi" della collana
del "Giardino di Epicuro", che a un prezzo di copertina
supereconomico raccontano la prostituzione sacra presso i
popoli antichi, la semantica dello sterco, l'estetica della
scoreggia, così come ripropongono classici della letteratura
goliardica come "Ifigonia".
Sergio
Pomati –
www.deltadivenere.com
Nei pressi di Viterbo dimora un piccolo curioso editore che
tutti gli appassionati di erotismo dovrebbero conoscere. Il
suo nome è Felice Scipioni e porta avanti una preziosa collana
di mini saggi denominata "Le curiosità del Giardino di Epicuro".
(Francesco Coniglio, Blue)
Una ghiotta occasione per tutti coloro
che volessero provarsi nella saggistica o nella realizzazione
di piccole monografie a tema è quella offerta dall'editore
Scipioni. Un caso raro, estremo addirittura, che segnaliamo
perché il suo coraggio editoriale - a metà strada tra il
romantico e l'incomprensibile - si sta dimostrando una scelta
vincente e convincente per numerosi suoi autori.
L'opportunità di cui vi stiamo parlando costituisce un unicum
e potrebbe esservi molto utile per farvi apprezzare e prendere
"sul serio" prima di tentare la scalata alla narrativa, se
proprio a quella non riuscite a resistere.
Qualunque sia l'argomento che deciderete di trattare, se sarà
comunicato in modo affascinante e sarà capace di incuriosire
centinaia e centinaia di lettori, troverete sicuramente dalla
vostra l'editore Scipioni.
(Maximiliano Giovagnoli, Mediajob, Ottobre 2001)
Ragazzi, che bellissima giornata! Paesaggio incantevole, sole
caldo di primavera, una calorosa ospitalità, un ricco pranzo
in riva al Lago di Bolsena un tuffo in un mondo fantastico di
storie, personaggi, riflessioni, massime filosofiche poemi
goliardici e barzellette, accompagnati da un “maestro” di
umanità passione per il proprio lavoro e amore per la vita.
Tutto è iniziato quando la mia “promessa sposa” (matrimonio
fissato per il prossimo 4 maggio) d’improvviso mi ha gridato:
“E’ mai possibile che questo matrimonio me lo stai facendo
organizzare tutto a me?, Ho deciso che delle bomboniere te ne
dovrai occupare tuuuuu!”. Meravigliato della piccola crisi
isterica ma felice di contribuire alla “causa”, mi sono messo
alla ricerca di un “oggettino”- ricordo da regalare agli
invitati insieme ai classici confetti. “Oggettino” che almeno
nella mia esperienza, ma credo di molti, quando mi è stato
donato nelle cerimonie in cui ero invitato, veniva, nei casi
più fortunati abbandonato in un cassetto, altrimenti
riciclato, perduto o volontariamente distrutto. Per evitare
ciò mi è venuta l’idea di regalare come bomboniera un libro e
visto che l’occasione era il mio matrimonio, ho pensato ad una
raccolta di poesie d’amore. Così, per caso, ricercando nella
rete sono approdato al sito www.leggendogodendo.com e ho
scoperto un mondo di stuzzicanti e convenienti libricini
dedicati ai più svariati argomenti, tra cui una raccolta di
poesie d’amore che faceva proprio al caso mio. Ho così
telefonato (il telefono è indicato nel sito) alla casa
editrice Scipioni per informazioni. Quello è stato il momento
in cui ho conosciuto Felice Scipioni, professione editore che
subito ha elogiato l’idea del libro-bomboniera ed in particale
quello delle poesie, secondo lui azzeccatissimo. Così sabato
scorso io e la mia “promessa”, molto più rilassata di qualche
giorno addietro, siamo partiti alla volta di Valentano nel
viterbese. Ci ha accolto in un grande casale con tanto di
cavalli e vista panoramica, Felice Scipioni, l’editore in
persona. Di Felice Scipioni si può dire che è un signore di
mezza età, corporatura minuta, sposato con una simpatica e
colta professoressa. Si può sicuramente poi dire che è un uomo
di grande cultura, simpaticissimo, alla mano, ospitale, che ha
dedicato gran parte della sua vita allo studio e al suo lavoro
che ama profondamente con la passione di un giovane
innamorato. La piacevolissima giornata trascorsa nel mondo di
Felice Scipioni è stata proprio una bella esperienza perché
sapete, non è facile incontrare persone così. Beh vale la pena
andarlo a trovare, scoprire gli originalissimi e
divertentissimi librettini, conoscere il “fioritissimo
giardino di Epicuro”. Un’ultima cosa, non perdetevi il
libretto “Quale Felicità – Tra Virtù e Piacere”, con 2,5 Euro
c’è la possibilità che i consigli di Epicuro e Seneca vissuti
duemila anni fa, accendano una lampadina in Voi ….provare per
credere.
("Il promesso sposo" Stefano Canali, 12/3/2003)
Sia io che mia moglie conveniamo che
Lei, per alcuni temi trattati, è una persona squisitamente
coraggiosa.
Ritengo che i Suoi libri possano essere letti sia in trenta
minuti, essendo abbastanza condensati, sia in più di tre ore,
se, leggendo, ci si sofferma a meditare… Comunque sia, per me
che non amo i “tomi” da tremila pagine, “l’è un divertiment de
la madòna” (è un vero divertimento).
Sperando di poterLa presto conoscere personalmente, La saluto
con tanta cordialità e simpatia.
Maurizio Borgnino, Pozzuolo Martesana (Milano)
Un Editore “libridinoso”
Ho tra le mani due libri di una straordinaria collana
editoriale pubblicata da un piccolo editore.
Sono libri di formato tascabile, illustrati a colore, stampati
con gusto e soprattutto a buon prezzo. La gamma degli
argomenti è davvero strepitosa.
Centinaia di titoli pubblicati al di fuori di tutti i circuiti
della grande editoria, anzi in conflitto quasi spesso con le
catene di distribuzione e le grandi mostre nelle quali è stato
spesso boicottato. Hanno tentato in varie occasioni di
fagocitare l’intraprendente Felice Scipioni ma lui non si è
mai arreso e continua la sua battaglia dalla sua cascina nel
viterbese.
Qualcuno potrà pensare che l’editore Felice Scipioni ha fatto
del “piacere” il suo “mercato”, il suo “target”, come si suol
dire in gergo, per vendere i libri. Forse a qualcuno non piace
e non è piaciuto il “frugare” di molti titoli pubblicati nelle
camere da letto o nei “meandri” della propria coscienza di
personaggi antichi e moderni. Ciò non toglie che tutti i libri
sono veri e propri documenti che hanno fatto del “piacere” e
dei “piaceri” antichi o moderni il loro obiettivo per
alleviare le fatiche del vivere degli esseri umani.
Antonio Gallo
Giuda di Bibliomania in Supereva
L'origine del mondo
La
storia del buco vezzoso, della mitica bernarda cara ai
gaudenti di ogni tempo e paese. Divertente e prezioso
libricino, da conservare con religioso ardore, per voi tutti
devoti dell'adorabile fessura e sacerdoti dell'eterno sorriso
verticale.
(Pino Pelloni, Playmen)

Manualetto della mano morta
Rivalutazione coraggiosa di un gesto
che viene di solito attribuito solo ai più squallidi e
insoddisfatti maniaci da autobus affollato.
(Da Maxim, Dicembre 1998)
Dal Polo al Pollo
E'
descritta una classe dirigente che non ha classe e non sa
dirigere un bel niente. Un popolo smarrito, impecorito come
non mai deluso da tutto e da tutti. Un'elite intellettuale che
fa solo giochi di bottega, cagnolini da salotto e pensa solo a
magna'.
(Da Playmen, Luglio 1997)

Jus Primae Noctis
Un'opera unica e originale ricca di
episodi storici appartenenti al quotidiano, di aneddoti, di
abusi e soprusi sessuali, di leggi e gabelle in uno scenario
feudale che riporta alla mente la Trilogia della vita di
Pasolini.
(Da Blue n°53)
L'Etruria delle donne
E'
un libro che si legge in una notte e poi si rilegge per
evidenziare i passi più importanti.
E' un libro che dovrebbe essere distribuito nelle prime medie.
E' un libro che tutte le donne dovrebbero leggere prima di
metter su famiglia e tutti gli uomini prima di fare figli.
E' un libro che dovrebbero leggere gli artisti o quelli che si
presumono tali.
(Andrea Guerreri)
I fantastici libercoli dell'Editore
Scipioni per sapere sempre cosa raccontare! Costano poco, sono
divertenti e non fanno male alla cultura... anzi!
(Grazia Colombo)
LUCI E OMBRE SULLA FIERA DEL LIBRO DI TORINO
La
Fiera del libro ha chiuso i battenti. Più ombre che luci.
Un punto in meno per il trattamento riservato all'editore
Scipioni che, per avere invitato tutti gli amanti di quella
che un grande scrittore sudamericano (indovinate chi è) chiama
"la stretta porta del paradiso" ad aggiungere una riga sul suo
cartellone, gli hanno staccato la corrente per rappresaglia ed
è stato minacciato di espulsione.
Ci si domanda, però, per quale motivo gli stessi paladini
dell'ordine e del pudore, non abbiano trovato nulla da dire
rispetto ai volumetti inneggianti al fascismo.
(Dal
resoconto del giornalista Rocco Ferrante inviato alla Fiera
del Libro di Torino, Edizione 2001)
Scusate,
forse sono inopportuno, vorrei pero’ segnalarvi un fatto
strano, anzi stranissimo. Credo conosciate tutti l’Editore
Scipioni, quel fuori dalle righe, fuori dagli schemi,
fuori di testa che insiste a pubblicare libri di successo che
vende in Italia, senza distribuzione, senza costose campagne
pubblicitarie, senza marketing... Ebbene, a questo esimio
sognatore l’anno scorso capito’ che gli rubarono 4.000 libri
pronti alla consegna con un danno per lui ingente. “Avete
visto?” gridava lui per farsi coraggio “ vuol dire che i miei
libri vanno a ruba!” e via, a rimboccarsi le maniche, a
ristampare e poi a vendere i libri alle tabaccherie, ai bar,
nei mini market del litorale. Finche’...
E adesso viene il bello perche’ di solito nei film americani
questo e’ il momento che il protagonista pesca un jolly e va a
vivere felice in California. Invece no. Gli hanno di nuovo
scassinato il deposito e rubato ancora i libri. Ora, dico io,
in una nazione dove non legge nessuno, chi mai sara’ quel fine
intellettuale che organizza un furto di libri presso un
piccolo editore? Mah. Io non posso fare nulla, solo segnalarvi
il sito di
Scipioni, dove tra l’altro
c’e’ un Forum di finissimo umorismo che dovreste assaporare.
Ad maiora
(Aldo Vincent, Il gelataio di Corfù)
Claudio Sabelli
Fioretti ha così risposto
Sono
andato.Il sito è simpatico, il catalogo anche, ho ordinato 50
mila lire di libri. E' facile. Si paga alla consegna. Ma non
contrassegno. L'editore si fida e vi manda un bollettino
postale. Forza. Rimborsiamo Scipioni del furto subito
(da
http://www.sabellifioretti.blogspot.com/)
Ladri di libri
"I ladri avrebbero potuto rubare tappeti persiani,
computer, oggetti preziosi...e invece no, hanno preferito
rubare libri. E' davvero una notizia incoraggiante - dice
la vittima del furto, l'editore
Felice Scipioni - addirittura
entusiasmante, di quelle che servono a ridarti il gusto di
vivere. Finalmente il libro acquista dignità e valore. La
merce più negletta e che più di ogni altra mal si presta ad
essere commercializzata, può diventare oggetto privilegiato di
furto".
Felice Scipioni è un provocatore per natura, un piccolo genio
dell'ironia, ma i libri glieli hanno rubati davvero. Tra i
preferiti dai ladri
Faccetta Nera, raccolta di testi
delle canzoni del fascismo. Incredibile.
(Dal Taccuino di Michele Marziani su radio.weblogs.com)
Ignoti ladri
sono penetrati di nottetempo nel piccolo magazzino della casa
editrice ed hanno asportato circa 5000 copie scelte tra le
novità editoriali della collana "Curiosità del giardino di
Epicuro".
Questo è il commento che un quotidiano ha dedicato al
"fattaccio".
"SE I MIEI
LIBRI VANNO A RUBA VUOL DIRE CHE C'E' ANCORA CHI LEGGE"
L'ironia
dell'editore Scipioni dopo il furto
Il
fatto risale a qualche giorno addietro. Tutti i giornali,
nelle edizioni locali, se ne sono occupati, con differente
rilievo, per la singolarità del furto e perchè compiuto ai
danni di un editore, piccolo ma abbastanza conosciuto ed
affermato. "Un reato insolito - ha ammesso lo stesso che l'ha
subito - ed alquanto sorprendente". Dal mattinale dei
carabinieri, ai quali è stata presentata la denuncia, si
apprende infatti che "ignoti ladri hanno rubato circa
cinquemila libri". E l'editore, a titolo di completamento
della notizia precisa: "Libri non scolastici, scelti tra le
dodici novità editoriali della collana "Curiosità del giardino
di Epicuro", fiore all'occhiello della piccola casa editrice
maremmana". Ma può farsi cruccio per il danno subito chi
possiede il sito internet
www.leggendogodendo.com? "Nel riportare la notitia
criminis - bacchetta Felice Scipioni - ai cronisti è
sfuggita l'importanza e l'eccezionalità dell'evento: i ladri
avrebbero potuto rubare tappeti persiani, computer, oggetti
preziosi...e invece no, hanno preferito rubato libri e in
quantità, per venderli e ricavarci denaro". "Davvero una
notizia incoraggiante - sottolinea - addirittura
entusiasmante, di quelle che servono a ridarti il gusto di
vivere. Finalmente il libro acquista dignità e valore. La
merce più negletta e che più di ogni altra mal si presta ad
essere commercializzata, può diventare oggetto privilegiato di
furto".
Felice Scipioni, titolare della casa editrice, si definisce
"gaudente epicureo, che fa l'editore per divertirsi" e che nel
contempo vorrebbe prospettare la lettura "come piacere e non
come un dovere". Non per nulla è sua la cantilena secondo la
quale "chi legge: si protegge, esce dal gregge, il mondo
regge, detta legge". Il furto, pertanto, e lo fa sapere al
volgo e all'inclita "non mi induce alla disperazione". "Il
rincrescimento che provo - afferma con una simpatica battuta a
sicura presa - è compensato dalla certezza che i miei libri
vanno a ruba. E se i ladri saranno scoperti, cosa abbastanza
probabile, dichiaro fin d'ora che rinuncerò a costituirmi
parte civile". C'è da credere che terrà fede alla promessa.
"Mala tempora currunt"; così recita un vecchio aforisma
latino, ed a ragione - dice Scipioni - ma il furto denunciato
è anche un segnale di speranza. Forse tempo verrà che potremo
dire "Bona tempora currunt". Infatti, se ci sono ladri di
libri vuol dire che ci sono o ci saranno anche i lettori, una
categoria ritenuta in via di estinzione".
("Il Tempo", martedì 16 ottobre 2001)
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