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Ci
fidiamo dei nostri amici lettori: niente contrassegno - per
risparmiare - rimessa diretta a mezzo bollettino di n° 10610012
intestato a Scipioni - 01018 Valentano.
Passione, lettura
& goliardia
La
nuova intervista all'editore Scipioni
a cura di
Paola Di Giampaolo
della redazione di Alice.it
Prima di addormentarsi Montanelli trasferiva due volumetti della
collana "Curiosità del Giardino di Epicuro" dalla scrivania
al comodino da notte...
CLAMOROSO RITROVAMENTO
Lucio Anneo Seneca
DE ARTE PARASITICA
(come vivere a scrocco)
Per la nostra e la vostra goduria, possiamo
svelarvi una chicca ritrovata da Michele Mari –
www.palledimozart.splinder.com - in un
palinsesto di un codice vaticano.
I frammenti, che facevano parte di un
più ampio trattato De vita callida, ci rivelano
un Seneca inedito e inaspettato. Conoscevamo il
Seneca opportunista, adultero, complice,
precursore dei Gesuiti, ma non potevamo
immaginarne uno spregiudicato a tal punto da
trasformare la tirchieria in virtù.
Non est quod mireris ( non c’è da stupirsene ),
per dirla con le stesse parole del furbo
voltagabbana.
Ecco il testo nella traduzione di Luca Canali:
I
1 - A te, o Lucilio, migliore tra gli uomini,
voglio insegnare l’arte del vivere approfittando
degli altri. Infatti sempre ci affanniamo per
portare a casa il danaro, e poi ci roviniamo la
vita per conservarlo, ma vi è una libertà
migliore di quella di cui gode colui il quale,
libero da apprensioni, campa allegramente coi
soldi degli altri? Questo, Lucilio, devi tenere
bene a mente: libero è colui che scrocca. Egli
non libera soltanto se stesso, ma anche coloro
di cui s’approfitta, facendo apparire loro il
denaro meno importante e più liberalmente
spendibile.
2 - Ogni giorno è un giorno strappato alla
morte, e pertanto da vivere appieno: pensare ai
propri soldi non fa altro che rovinarcelo. Come
colui che, dopo una giornata passata nei campi a
sudare viene chiamato alla battaglia, così ci
comportiamo per accumulare una montagna di
soldi. Ma quando li ha già un altro, a che serve
averne anche noi? Compreresti mai un libro se lo
possiede un tuo amico che te lo presterebbe
sempre? Lasciamo che gli altri si dannino per la
loro misera pensione: tu, o Lucilio, scrocca,
scrocca sempre! Potrai innalzarti verso il cielo
e osservare dall’alto il nostro mondo. Noterai
così la sua infima piccolezza e dirai: “Perché
sono stato così sciocco da conservare un
mucchietto di monete che da qui non si vedrebbe
nemmeno se avessi la vista di un’aquila? Quanto
tempo ho perso per scavarmi un pozzo, quando
potevo attingere l’acqua da quello del mio
amico?
3 - Bisognerà chiedersi: cos’è importante?
Importante, Lucilio, è essere libero dalle
preoccupazioni per potersi dedicare alle arti
liberali. Importante è non pensare al denaro,
non pensare a come accumularne e a come non
sperperarne. Cos’è importante? Importante è
imparare ad approfittare al meglio del denaro,
quello degli altri. Importante è disprezzare la
ricchezza, vivere modestamente, non curarsi
degli affari, ma convincere gli altri a farlo
per poter aggrapparsi alla loro schiena. Cos’è
Dio? Boh, che cacchio ne so, e comunque non
c’entra nulla. Quello che è certo è che se Dio è
quello che è, è perché è uno scroccone. E
ricorda che tu, se lo vuoi, puoi diventare Dio!
II
1 - Affinchè tutte queste parole abbiano per te
un senso pratico, ti insegnerò alcuni
stratagemmi che è bene osservare per scroccare
ed avvicinarsi a Dio. Quando si va in vacanza,
ha forse un senso portarsi venti tubetti di
dentifricio? Quando si va alla taverna, fai in
modo che uno solo abbia con sé i soldi, e fai in
modo di non essere mai tu. Se si propone di fare
alla romana, dopo che l’amico ha pagato,
esibisci il biglietto del taglio più enorme che
esista, in modo che nessuno abbia il resto da
darti. Altrimenti, raccogli i soldi di tutti
prima e bara di poco sul resto di ognuno: i
resti di tutta la tua compagnia pagheranno anche
per te, visto che nessuno fa mai lotte per pochi
centesimi. Sii sempre l’ultimo a pagare, e se
sei solo ricordati di questo: molte monete non
vengono mai contate da una barista. Oppure,
comincia a contarle appoggiandole sul bancone e
sostieni che siano finite proprio ai tre quarti
della somma intera: poi dovrai dire “altrimenti
ho solo quelli, e tirare fuori una banconota
enorme.
2- Ricorda che le donne per natura mangiano di
meno degli uomini. Mediamente, ogni cinque donne
si guadagna una pizza intera fatta coi loro
avanzi. Ricorda che i grissini sono gratis,
anche quelli degli altri tavoli. Ricorda che
qualsiasi omaggio non deve essere mai rifiutato.
3 - Se farai sempre così, riuscirai a
risparmiare sempre. Ma ricorda di farlo senza
che nessuno se ne accorga, perché ti prenderanno
per avido. Come colui il quale getta lo scudo e
scappa dalla battaglia, così tu avrai salva la
pelle: scappando quando si prensentano i
problemi veri: quando sarai elevato alle stelle
vedrai che questi problemi non erano poi così
grandi rispetto all’universo intero.
III
1- Fatti da mangiare, o Lucilio, e vedrai come
sei bravo: ma sappi che stare ore ed ore a
sfornellare è noioso, e tu lo sai già. Sposati,
dunque, e fai fare tutto alla tua moglie. È lì
apposta. Ma se non vuoi condivedere la rottura
di balle per tutta l’esistenza con un altro
essere che gira per casa, basterà scroccare: lo
scrocco è la soluzione più semplice per tutto. A
cena fatti invitare. A pranzo fatti ospitare. A
merenda, fatti trovare sotto casa dell’amico.
Mai nessuno nega un panino ad un amico. Poi,
quando entri in casa, fai incetta di libri,
suppellettili, cancelleria e fattele prestare
dal tuo amico. Dì: “Te le renderò al più
presto”. Tutti e due sapete che non sarà così.
2- Più tempo una cosa prestata passa nelle mani
di un altro, più il proprietario si dimentica di
averla avuta. Questo gioca tutto a tuo
vantaggio, o Lucilio.
Stavolta ho preparato un nuovo commento che mi sembra più pertinente di quello che mi si è autocancellato. Ho fatto il copia/incolla e ecco il mio pensiero: Non dimentichiamo i campioni dello scrocco: le alte gerarchie ecclesiastiche. Lasciamo fuori i pretini, ai quali concedo il beneficio della fede, ma i vertici no. Piange il Dalai Lama per il Tibet perduto, dove un intero popolo era al suo servizio. Scroccano la vita ai giovani gli imam dei facili paradisi, dai quali essi si tengono però prudentemente lontani. Pontifica il pastore tedesco dal suo ricco stato temporale, su come dobbiamo nascere e morire. Per aver scatenato una guerra e l’Olocausto, il nazismo è stato messo al bando dalla società. Perché la Chiesa Cattolica esiste ancora dopo aver scatenato centinaia di guerre, perseguitato mussulmani, ebrei e cristiani dissidenti, fiancheggiato la schiavitù e quant’altro?
Questo messaggio è di
Leporello
Stavo commentando quando l'intervento si è autocancellato. C'è un limite di tempo per scrivere? A che pro? A riscrivere il tutto non penso davvero.....
Io rimango allibito. Mi chiedo come sia possibile che esperti latinisti del calibro dei miei due illustri colleghi di Bologna possano confondere un palese falso con un autografo. Invito inoltre questo Michele Mari ad inviarmi il testo latino per discutere le nostre posizioni(ammesso che egli ne abbia). Comunque per sincerarmi di essere nel giusto,farò indagini approfondite in merito nei sotterranei della Normale.
Ringrazio i colleghi per aver dimostrato che il dibattito attorno ai classici latini è tutt'altro che defunto.
Questo messaggio è di
I. Dionigi
Ma lei è Traina per davvero?? Ovviamente no, presumo... Michele Mari è un simpatico mantovano, ottimo scrittore.
Questo messaggio è di
A. Traina
Sorprendente questo testo del grande stoico. Per quanto possa apparire paradossale, c'è in questi frammenti tutta l'anina nera di Seneca. A me parrebbero frammenti delle "Lettere a Lucilio", scritte in un momento di sincerità, dopo la libagione di alcuni bicchieri del buon vino falerno.
Chi è Michele Mari?
Potete inviarmi il testo latino?
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Avvertimento per aspiranti editori, vademecum per vogliosi
scrittori
CHE
EDITORE SEI?
Ci
sono quelli che vogliono cambiare il mondo (buoni esempi nel
dopoguerra: Savelli, Mazzotta, Guaraldi, Massari...). Fossili
onorandi.
Sono i donchisciotte dell'editoria.
Ci sono quelli che vogliono portare Dio nel mondo. Si spiega così
il proliferare delle case editrici religiose. Un esempio insigne
ci viene da don Giussani, scomparso recentemente, con Comunione e
Liberazione (Jaca book), da don Alberione con le Edizioni Paoline.
Se il Dio che si vuole riportare nel mondo è quello di Vojtyla,
l'impresa è agevolata. Bastano già le strutture e le librerie
canoniche esistenti per vivere o sopravvivere.
Sono gli apostoli dell'editoria.
Ci sono quelli che vogliono lasciare il mondo com'è. Per questo si
affannano. Per questo Berlusconi possiede il 60% dell'editoria
italiana.
I "sinistri" che si mettono a rapporto con Mondadori per farsi
pubblicare andrebbero considerati come il gatto e la volpe che
cercano, insieme, di gabbare il povero Pinocchio.
Sono i mafiosi dell'editoria.
Ci sono quelli che una volta volevano cambiare il mondo, ma il
mondo ha cambiato loro. Continuano a tenere in mano una pistola e,
benché tutti sanno che è un giocattolo, ancora fanno finta di
sparare (Feltrinelli docet).
Sono i nostalgici dell'editoria.
Ci sono quelli che si sono imposti l'imperativo categorico di
"fare cultura". Fin dai titoli del loro catalogo si scopre il
nobile intento. Se non ci fossero, questi editori, bisognerebbe
inventarli. Seduti alla loro scrivania, meditabondi e concentrati,
in permanente inseguimento della "eterogenesi dei fini", cercano
di mettere a frutto tutte le "astuzie della ragione" discettando
sull'estetica di Baumgarten, di Kant, Hegel... . Il dramma è che
il volgo non sa che farsene della loro cultura. E' disposto ad
accettare, tutt'al più, quella delle Lecciso.
Sono i mastini dell'editoria.
Ci sono poi quelli che hanno scoperto che si può fare l'editore
con i contributi elargiti dagli Enti, dallo Stato e dagli
aspiranti scrittori.
I loro libri rimangono seppelliti negli scantinati fino al giorno
della liberazione quando verranno stritolati della mola del
macero. Allora soltanto riacquisteranno la dignità della carta
pulita. Questi sono un esercito.
Sono i parassiti dell'editoria.
E infine ci sono quelli che pensano di arricchirsi facendo gli
editori. De insipientibus non disputandum.
Sono i fessi dell'editoria
In fondo in fondo, ci sono quelli come me (non lasciatemi solo!),
che fanno l'editore per divertirsi e divertire. Anche costoro si
occupano di "estetica", certo non quella di Baumgarten... non
disdegnando, però, quella "della scorreggia" di Toni Siluro
Ventilatio.
Felice Scipioni
i romanzi divorati in poche ore:
le
sveltine
le letture in autobus:
le
pomiciate
nel bagno dell'ufficio
le letture alle fermate del tram:
i
baci rubati
i libri letti velocemente in libreria:
le
eiaculazioni precoci
le letture tranquille nella propria
biblioteca:
gli
amori
coniugali
le letture nelle pubbliche biblioteche:
i
tradimenti
con partners avvenenti
i libri adocchiati e non comprati:
le
occasioni perdute