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Benvenuti nel Giardino di Epicuro, il sito dell’editore più scalcinato d’Italia.
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| CHE DONNA SEI? CHE EDITORE SEI? |
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CERCO AUTORI CHE SAPPIANO LEGGERE E SCRIVERE E ABBIANO QUALCOSA DA DIRE breve, clariter atque ornate in saggi di 100/140 pagine, f.to 15,5x11
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Imperativo categorico per uno scrittore è di non annoiare. Se la lettura è godimento - come mi sforzo di comunicare da anni – provi anche lo scrittore a divertirsi con il cervello, riuscirà meglio a stanare quel lettore che non c’è. Io, con il suo libro in mano, andrò a scovarlo, questo fantomatico lettore, nei luoghi apparentemente meno deputati: bar, trattorie, stazioni di servizio, edicole delle stazioni ferroviarie, supermercati, agriturismi e, a volte, anche in libreria. Di sicuro l'autore non dovrà pagare per la pubblicazione del libro. Anzi. Tutte le ideologie hanno libera cittadinanza, ma non venga in mente a qualcuno di voler plasmare proseliti. Catechismi e manuali potrebbero interessare parrocchie e scuole, ma non un editore gaudente. Vi sciorino un elenco disordinato di argomenti per possibili mini saggi, di buona fattura tipografica, al prezzo di copertina non superiore a 3/4 euro. Aspetto suggerimenti e nuove proposte. Chi più ne ha più ne metta. Fatte salve le premesse.
Per contatti:
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- www.leggendogodendo.com
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LA LETTURA COME GODIMENTO: UN PECCATO CHE TI SALVA I libri verranno pubblicati nella Collana editoriale: "Curiosità del Giardino di Epicuro".
libri liberi, elogiativi e impertinenti, economici e raffinati, seri e leggeri, epicurei e impegnati, sempre stimolanti, religiosi e anticlericali, bizzarri, giocosi, goliardici e riflessivi, e, soprattutto, curiosi.
A questo punto soltanto mi sento di poter condividere l’aforima Chi legge si protegge detta legge il mondo regge
Questi i titoli o gli argomenti che vorrei pubblicare con la tua collaborazione. CLICCA QUI.
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TANTI A SCRIVERE POCHI A LEGGERE
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Per apprezzare e amare il tempo di leggere ci vuole tempo, e a noi il tempo scappa. Siamo sempre ad inseguirlo. I gatti, invece, se lo godono tutto.
Cerco editori masochisti in coppia e senza prole
IL SAPORE E' SAPERE
EPICURO CONTRO LUCULLO
la morigeratezza contro lo spreco e l'ingordigia
ricette di cucina epicurea
Il 21 gennaio 2010 ha avuto luogo un affollato incontro a San Marino con Saverio Tommasi, autore del libro i Voltagabbana

Onore all'ombelico
Avvertimento per aspiranti editori, vademecum per vogliosi scrittori CHE EDITORE SEI?
Ci sono quelli che vogliono cambiare il mondo (buoni esempi nel dopoguerra: Savelli, Mazzotta, Guaraldi, Massari…). Fossili onorandi. Sono i donchisciotte dell’editoria.
Ci sono quelli che vogliono portare Dio nel mondo. Si spiega così il proliferare delle case editrici religiose. Un esempio insigne ci viene da don Giussani, con Comunione e Liberazione (Jaca book), da don Alberione con le Edizioni Paoline. Se il Dio che si vuole riportare nel mondo è quello di Ratzinger, l’impresa è agevolata. Bastano già le strutture e le librerie canoniche esistenti per vivere o sopravvivere. Sono gli apostoli dell’editoria.
Ci sono quelli che vogliono lasciare il mondo com’è. Per questo si affannano. Per questo Berlusconi possiede il 60% dell’editoria italiana. I “sinistri” che si mettono a rapporto con Mondadori per farsi pubblicare andrebbero considerati come il gatto e la volpe che cercano, insieme, di gabbare il povero Pinocchio. Sono i mafiosi dell’editoria.
Ci sono quelli che una volta volevano cambiare il mondo, ma il mondo ha cambiato loro. Continuano a tenere in mano una pistola e, benché tutti sanno che è un giocattolo, ancora fanno finta di sparare (Feltrinelli docet). Sono i nostalgici dell’editoria.
Ci sono quelli che si sono imposti l’imperativo categorico di “fare cultura”. Fin dai titoli del loro catalogo si scopre il nobile intento. Se non ci fossero, questi editori, bisognerebbe inventarli. Seduti alla loro scrivania, meditabondi e concentrati, in permanente inseguimento della “eterogenesi dei fini”, cercano di mettere a frutto tutte le “astuzie della ragione” discettando sull’estetica di Baumgarten, di Kant, Hegel… . Il dramma è che il volgo non sa che farsene della loro cultura. E’ disposto ad accettare, tutt’al più, quella delle Lecciso.v Sono i mastini dell’editoria.
Ci sono poi quelli che hanno scoperto che si può fare l’editore con i contributi elargiti dagli Enti, dallo Stato e dagli aspiranti scrittori. I loro libri rimangono seppelliti negli scantinati fino al giorno della liberazione quando verranno stritolati della mola del macero. Allora soltanto riacquisteranno la dignità della carta pulita. Questi sono un esercito. Sono i parassiti dell’editoria.
E infine ci sono quelli che pensano di arricchirsi facendo gli editori. De insipientibus non disputandum. Sono i fessi dell’editoria.
In fondo in fondo, ci sono quelli come me (non lasciatemi solo!), che fanno l’editore per divertirsi e divertire. Anche costoro si occupano di “estetica”, certo non quella di Baumgarten… non disdegnando, però, quella “della scorreggia” di Toni Siluro Ventilatio.
Felice Scipioni
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